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223 remigton sul cinghiale.....esperienze!!!

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  • Originariamente inviato da Franuliv Visualizza il messaggio
    Ragazzi per me andare al cinghiale con il 223 e come andare a caccia a colombi con il 28 .. si li ammazzi ma devi essere bravo !!! Poco piombo e potenza come con il 223 al cinghiale
    Il paragone è azzeccato, non ho mai criticato chi utilizza il 20 o il 28, anzi li ammiro con un pizzico di gelosia. Giangio, l'ho conosciuto in questo Forum, mi trovo d'accordo con quanto asserisce nel filmato in riguardo all'utilizzo del 223, non condivido le distanze, per me sono eccessive. Però bisogna ammettere che la distanza è soggettiva al tiratore, sicuramente Giangio, riesce a fare a 350 m. quello che il sottoscritto riesce a fare a 120 m. beato lui. Non condivido le opinioni di chi effettua tiri a 250 m. sul capriolo, e dopo critica chi tira in testa al cinghiale dall'altana a un distanza di 40 m. La difficolta di un tiro fatto a 40 m. con precisione, è di lunga inferiore a un tiro fatto a 250 m. logicamente con la stessa precisione. Quindi chi avesse intenzione di utilizzare il 223 per il prelievo del cinghiale dall'altana, deve essere nelle condizioni di fare una rosata a 50 metri con appoggio, su di una superficie di 8/10 cm di diametro. Quando si effettua un tiro, bisogna considerare sempre la peggiore delle ipotesi, la mia peggiore delle ipotesi è che a 40 m. con un errore di mira o di scatto mi potrà portare fuori dal punto mirato, ma non dalla zona mirata. I pregi del calibro li elenca Giangio nel filmato che si trova nella discussione inerente al 223 e alla caccia di selezione al capriolo. Premetto che Giangio non mi è molto simpatico, però do a Cesare quello che è di Cesare. Franuliv, su questa discussione ho detto tutto, avrei da dire ancora qualcosa sul 223 sulla selezione al capriolo, però considerato che è quasi inevitabile riprendere la discussione senza pericolo di sfociare nella polemica, per rispetto ai moderatori e al forum mi astengo. Spero che mi saprai perdonare alcune mie opinioni fuori tema. Ti auguro una buona giornata.

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    • Germano 56 sei il migliore!
      tu conosci.
      germano56 piace questo post.

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      • setterman1
        setterman1 commentata
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        E tu gliela anche a dì. Lo sai come veleggia ora: da Trieste in giù.

    • La peggiore delle ipotesi l'ho incominciato a considerare quando da ragazzino ho bucato il vetro della finestra con l'aria compressa. Ho subito un processo per direttissima con il sequestro dell'arma.

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      • Ha ha . Brutti momenti. Che ti hanno aiutato a riflettere e diventare quello che sei.
        un jager attento, che valuta ogni situazione con la grande esperienza.
        Tanto rispetto per quelli come noi.

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        • Originariamente inviato da Pieffe50 Visualizza il messaggio
          Il solo fatto che sia entrata alta (anche se non sappiamo quanto) ed abbia rotto 2 costole, sta a significare che ha prodotto una miriade di schegge (ossa e piombo) che si sono infilate nei centri nervosi della colonna vertebrale, con conseguente blocco sul posto del mingherlin capriolo... e non è questione di essere esperti di balistica ma di pensarci un po'.
          Leggermente alta, due o tre dita sopra la linea centrale della cassa. Ho compensato inconsciamente quando non cenera bisogno. Ho visto i danni quando ho eviscerato il capriolo, e li ho visti ancora meglio quando lo ho scuoiato. La colonna non è stata neanche sfiorata, era completamente pulita. Penso più allo shock idrodinamico che alle schegge della palla. La tua ipotesi e quella fatta da Giovanni è uguale alla mia. Il colpo d'ariete data da 10,5g di piombo è diverso da una palla di 3,5 g spinti alla stessa velocità. Lo stesso effetto una palla da 55gr lo avrebbe avuto se avesse colpito il collo del capriolo.

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          • Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
            E tu gliela anche a dì. Lo sai come veleggia ora: da Trieste in giù.
            Per me non cambia assolutamente niente, ho sempre detto quello che ritenevo e ritengo giusto dire, e tu lo sai Il forum è uno strumento utile perché da spunti di approfondimento, soprattutto per quelli che hanno interesse a capire. In questa discussione per approfondire alcuni aspetti dell'argomento ho dovuto fare un giro di telefonate ad alcuni amici conduttori di cani da traccia, per capire ancora di più. Quindi deve ringraziare soprattutto quelli che hanno opinioni che contrastano con le mie.

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            • setterman1
              setterman1 commentata
              Modifica di un commento
              La mia voleva essere una battuta. Credevo si evincesse dalla esortazione in dialetto toscano ad un utente che di questa regione non è. Di colleghi come te ce ne fossero.

          • Quindi....il 223 è perfetto per il cinghiale a corto e il capriolo a corto....ma non va bene per il capriolo a 250 mt.

            Per accoppare un capriolo a 250 mt è necessario l' utilizzo di un calibro molto più potente....come il 7 remington.....che però viene surclassato dal 223 qualora si cacci il cinghiale a breve.

            Ho capito bene?

            Inoltre.....sono inutili ottiche con ingrandimenti superiori ai 6 x ......e sopratutto risulta inutile pure l' utilizzo del telemetro.

            Ho di nuovo capito bene?

            Ancora.... un capriolo se sparato col 223 muore sul posto solo se colpito in area vitale del diametro di 5 cm.....mentre un cinghiale casca, si divincola e quasi muore dissanguato se, sempre col 223 lo si colpisce nel muso..

            Ho riassunto bene....o no?




            giovannit. e Capriolo Astuto piace questo post.

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            • O.T.

              Ho ordinato ieri un libro di Robert Ruark, "Use Enough Gun." Mi voglio godere cio' che un esperto vero con centinaia e centinaia di abbattimenti, dal dik-dik all'elefante, ha da dire sulla scelta dei calibri adeguati alle prede... L'ho ordinato da Barnes & Noble, usato, in buone condizioni (spero) perche' di volumi come nuovi se ne trovano pochi e costano quanto un fucile Savage.

              Nota:

              Non so che cosa dica Giangio perche' il video di cui si parla non l'ho visto ne' mi interessa--perche' Giangio stesso non mi interessa. Ma una cosa della quale qui non si e' parlato troppo (e se ne dovrebbe parlare tanto) e' l'influenza di un vento laterale anche moderato su palle di rigato di vari calibri, peso, velocita', densita' sezionale e coefficiente balistico. Scommetto che tanti sarebbero sorpresi dall'ingente deriva dalla linea di mira dovuta al vento e come questa comprometterebbe la "chirurgia" del tiro. E non parlo neanche della possibilita' che un animale faccia un movimento improvviso al momento dello scatto del grilletto, perche' questo non ha niente a che fare col calibro, soltanto con la "chirurgia."
              Pieffe50 piace questo post.
              CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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              • Giovanni...argomento interessante.......ma ti dico subito che il 223 è sensibile al vento più dei calibri più grossi ma meno di quel che si dice o scrive.

                Veniamo però ai dati concreti (che di teorie e supposizioni teoriche ne ho lette fin troppe), ho tramite strelock (programma balistico molto affidabile) messo a confronto i risultati delle mie tre armi. Per tutte e tre ho impostato sul programma una tiro a 200 mt con un vento laterale a 90 gradi di 5 ms...ecco i risultati:

                223 remington con palla bal tip da 60 grs che esce dalla canna (da 41 cm) a 905 ms....scostamento laterale 16 cm

                308 winc con palla sst da 180 grs che esce dalla canna (46 cm) a 735 ms......scostamento laterale 11 cm

                7 mm rem. con palla accubond da 160 grs che esce dalla canna (61 cm) a 890 ms.....scostamento laterale 8 cm.

                Come si vede il lento e pesante (308) non è che metta al riparo dal vento.....anzi.

                Per avere "resistenza" al vento servono palle pese e veloci.....ma a distanze "da caccia" anche il piccolo 223, non è che proprio sfiguri....come si sente e si legge spesso.

                Certo il vento laterale è da considerare al momento del tiro, ovviamente.....ma questo va fatto praticamente con tutti i calibri.
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                • Hai detto bene; palle tese e veloci.
                  Lo si apprezza ai 200 metri il 7 RM ha una marcia in più, verificata sul campo e non in teoria.

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                  • Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO Visualizza il messaggio
                    Giovanni...argomento interessante.......ma ti dico subito che il 223 è sensibile al vento più dei calibri più grossi ma meno di quel che si dice o scrive.

                    Veniamo però ai dati concreti (che di teorie e supposizioni teoriche ne ho lette fin troppe), ho tramite strelock (programma balistico molto affidabile) messo a confronto i risultati delle mie tre armi. Per tutte e tre ho impostato sul programma una tiro a 200 mt con un vento laterale a 90 gradi di 5 ms...ecco i risultati:

                    223 remington con palla bal tip da 60 grs che esce dalla canna (da 41 cm) a 905 ms....scostamento laterale 16 cm

                    308 winc con palla sst da 180 grs che esce dalla canna (46 cm) a 735 ms......scostamento laterale 11 cm

                    7 mm rem. con palla accubond da 160 grs che esce dalla canna (61 cm) a 890 ms.....scostamento laterale 8 cm.

                    Come si vede il lento e pesante (308) non è che metta al riparo dal vento.....anzi.

                    Per avere "resistenza" al vento servono palle pese e veloci.....ma a distanze "da caccia" anche il piccolo 223, non è che proprio sfiguri....come si sente e si legge spesso.

                    Certo il vento laterale è da considerare al momento del tiro, ovviamente.....ma questo va fatto praticamente con tutti i calibri.
                    Certamente. Tutti i calibri vengono deviati, quale piu' quale meno, da un vento laterale. Ma come le tue tabelle mostrano (sono pero' un po' incomplete perche', pare, non prendono in considerazione densita' sezionale e coefficiente balistico--soltanto calibro, peso della palla e velocita'), 16 cm di deriva (e palla da 60 grani) manderebbero la "chirurgia" ed efficacia di un tiro a farsi fottere, mentre una palla che pesa il triplo e manca il "punto chirurgico" di 11 cm erogherebbe molta piu' energia che all'atto pratico annullerebbe l'errore di centramento.

                    Ed ecco il problema dell'uso di un piccolo calibro per animali "duri": la palla da 60 grani e' troppo leggera per un abbattimento istantaneo o quasi. Ne usi una piu' pesante, e la velocita' scema, incrementando la deriva. E' un dato di fatto che una palla resiste di piu' all'azione del vento se e' piu' veloce,dando meno tempo al vento di spostarla durante il tragitto. Ma anche il peso della palla (ed i fattori dimensionali di cui sopra) la rende piu' impervia al vento. L'hai detto anche tu. Ne consegue che una palla pesante e veloce e' l'ideale per i tiri lunghi alla "caldaia" (torace), mentre una leggera e veloce non permette precisione di tiro a distanze medie se, in presenza di vento, si vuole colpire un bersagiio piu' piccolo, come l'orecchio o l'osso del collo. Ma poi se aggiungi all'effetto del vento errore umano, cartuccia con un run-out eccessivo (lo misurate prima di andare a caccia?), filo d'erba in traettoria, variazioni metereologiche (temperatura, umidita' relativa, altitudine e densita' dell'aria, ecc.), che accade? Sono tutti fattori che presi uno alla volta significano ben poco,ma che messi tutti insieme possono produrre deviazioni dal punto mirato non indifferenti.

                    Nota:
                    Il run-out (non so come si dica in italiano) e' la quantita' di deviazione della palla rispetto all'asse del bossolo. Una deviazione eccessiva causa un movimento di nutazione (come quello di una trottola quando comincia a rallentare) che riduce la precisione della traettoria. Di poco, ma la riduce. La si misura con un apposito apparecchio che puo' anche eliminarla se eccessiva. I tiratori di benchrest non lasciano al caso questo fattore ma misurano ogni cartuccia e o scartano o modificano quelle che non passano il test..




                    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                    • Giovanni....il programma strelok tiene in considerazione non solo il coefficiente balistico della palla (0,531 la accubond da 160...0,480 la sst da 180.....0,270 la bal tip da 60 grs). ma anche le condizioni atmosferiche.....cioè....quando tari l' arma lo fai collegare ad una stazione meteo....e inserisci quei dati come condizioni climatiche di taratura.....oltre ovviamente al tipo palla, velocità rilevata alla bocca, distanza tra asse ottica e asse canna, modello e marca di ottica, passo di rigatura, lughezza canna ecc.

                      Una volta impostato.....quando vai a caccia gli fai fare il collegamento alla stazione meteo...lui rileverà quei dati e provvederà ad aggiornare la velocità del proiettile e i cali. Ovviamente per quanto riguarda il vento, essendo che esso può variare anche nell' arco di pochissima distanza, lo devi misurare o stimare tu...
                      Il programma è molto completo e molto molto affidabile una volta ovviamente impostati correttamente i dati.

                      I dati da me riportati indicano che....si il 223 è sensibile....ma a 200 mt con un vento di 5 ms ....la differenza che c' è col 308 (5 cm) è veramente molto molto poca.

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                      • Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO Visualizza il messaggio
                        Giovanni....il programma strelok tiene in considerazione non solo il coefficiente balistico della palla (0,531 la accubond da 160...0,480 la sst da 180.....0,270 la bal tip da 60 grs). ma anche le condizioni atmosferiche.....cioè....quando tari l' arma lo fai collegare ad una stazione meteo....e inserisci quei dati come condizioni climatiche di taratura.....oltre ovviamente al tipo palla, velocità rilevata alla bocca, distanza tra asse ottica e asse canna, modello e marca di ottica, passo di rigatura, lughezza canna ecc.

                        Una volta impostato.....quando vai a caccia gli fai fare il collegamento alla stazione meteo...lui rileverà quei dati e provvederà ad aggiornare la velocità del proiettile e i cali. Ovviamente per quanto riguarda il vento, essendo che esso può variare anche nell' arco di pochissima distanza, lo devi misurare o stimare tu...
                        Il programma è molto completo e molto molto affidabile una volta ovviamente impostati correttamente i dati.

                        I dati da me riportati indicano che....si il 223 è sensibile....ma a 200 mt con un vento di 5 ms ....la differenza che c' è col 308 (5 cm) è veramente molto molto poca.
                        Grazie per la delucidazione. Gran bel sistema. Ti invidio. Io non saprei usarlo. Mi pare complicato. Il .308? Non ne sono un ammiratore, ed infatti ne ho uno solo, che appartiene a mia moglie. Preferisco di gran lunga, nel 7,62, la sua mamma: la .30-'06, che si puo' spingere (con cariche casalinghe massime ma oculate) a velocita' maggiore a parita' di peso di palla. Come si sara' ben capito io sono un aficionado di uno dei calibri piu' versatili che esistano: il .338 W.M. A seconda della palla caricata va bene dal capriolo all'orso di Kodiak, l'alce gigante dello Yukon, l'eland africana. Radenza incredibile con le palle leggere, potere d'arresto spaventoso con quelle pesanti da 250 grani a 2700 piedi al secondo (circa 830-840 ms). Rinculo sopportabilissimo (come quello di un 12/76 basculante o a pompa). Se mi fosse permesso un solo fucile, il mio Ruger M77 sarebbe quel solo fucile. Dici che e' troppo grosso per il capriolo? A parte il fatto che non ho mai visto un animale troppo morto, mentre so di animali non abbastanza morti e perduti, io uso sempre la stessa palla (Nosler Partition da 250 grani) e ogni tanto, come la stagione passata, abbatto uno yearling per avere a disposizione carne tenera ed eccellente per quando ho ospiti. Uno yearling di whitetail e' grosso come un grosso capriolo, mentre uno yearling di Sitka Blacktail e' grosso come un capriolo di taglia media. La palla pesante che e' designata per animali ben piu' grossi e duri non si espande troppo e non rovina troppa carne--anzi, meno di una di un calibro piu' piccolo e a velocita' piu' alta. Il .243 che ho ha ucciso diversi cervi con la Nosler Partition da 95 o 100 grani, ed ogni volta la carne rovinata e' stata notevolmente di piu' che col .338. Ma come potere d'arresto una palla che prima di espandersi e' quasi uguale in diametro frontale ad una palla cal. .224 ed espansa e' quasi di cal..50 e che sempre e comunque passa l'animale da parte a parte, anche se colpisce la parte piu' coriacea e dura dell'animale, incluse le ossa piu' grosse, facendo spruzzare un geyser di sangue dal buco d'uscita,quando colpisce una zona vitale abbatte l'animale sul posto d'impatto come il martello di Thor. Se per qualche errore imprevisto poi colpisce dove non dovrebbe, la scia di sangue e' tale che non occorre un cane da traccia, e del resto lo shock subito e la perdita di sangue non lo fanno andare lontano. Ma eccomi di nuovo in O.T. Chiedo venia.
                        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                        • Adesso si fa come dico io...si spara e si spara per uccidere!.....(tratto da arma letale)
                          Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
                          Sta il cacciator fischiando
                          sull'uscio a rimirar..........

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                          • Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
                            La mia voleva essere una battuta. Credevo si evincesse dalla esortazione in dialetto toscano ad un utente che di questa regione non è. Di colleghi come te ce ne fossero.
                            Lo avevo capito, ho preso la palla al balzo e ho approfittato per spiegarmi meglio con quelli che sono antipatico.

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                            • setterman1
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                              Bene! Io non l'avevo capito.

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