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  • SPRINGER TOSCANO
    ha risposto
    Germano... credo che quello sia il peso dell arma.

    Bella, senza dubbio la seven, remington poi.. è remington!!

    Ma.... a quel prezzo ci prendo 3 ruger! Per ora non ho motivo di non essere soddisfatto.... anzi

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  • germano56
    ha risposto
    Lo scatto oltre i 2 kg, lo trovo un poco pesante.

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  • cacasupala
    ha risposto
    Se dovessi comprare una carabina leggera in cal 308 w sicuramente comprerei una Remington Seven SS HS canna cm 51 passo 10"
    scatto X-mark pro, peso 2,75 kg, il prezzo di listino è 1.784 € (un pò salato).

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  • walker960walker
    ha risposto
    Bho!..... io continuo a non capire, ma va bene così

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio
    Allora io e tanti altri che pratichiamo la battuta, dove la maggior parte dei tiri avvengono... si può dire di stoccata, ma comunque con animale in corsa, dove raramente l'animale muore subito e comunque tra atroci sofferenza e a volte ferito a morte va a morire lontano. Lo stesso dicasi per tutta l'altra selvaggina, dovremmo rinunciare?
    La caccia di selezione, è diversa, sia per la modalità che per il prelievo. Anche in battuta l'impegno dovrebbe essere quello di tirare con precisione per cercare di far soffrire il meno possibile l'animale. A un fagiano gli tiro a volo,con il piombo giusto e quando è a tiro, non vedo perché dovrei rinunciare. La stessa cosa vale per la lepre, per la volpe e per il cinghiale.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio
    Se ognuno di noi, si dovrebbe preoccupare che sparando ogni volta, non avremmo MAI la certezza di un tiro "pulito" è meglio non sparare.
    Se ho la minima incertezza evito di sparare. Sbagliare è umano, ma sbagliare quando si è incerti è diverso, vuol dire che il cacciatore non ha considerato il calcolo delle probabilità e non ha moltiplicato per 2 il margine di errore,tradotto non ha avuto rispetto del selvatico. Se non si ha la certezza del tiro pulito è meglio non sparare.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio
    Da quello che dice, non si evince una risposta alla mia domanda. Dal tuo scritto precedente, hai dato l'impressione che sparare ad un animale, ti fa star male e da qui la mia domanda; perchè lo fai? Forse ho capito male nel leggere, dove dici; io caccio per sopravvivere.... è così?
    E' la mia risposta, e
    la trovo abbastanza chiara, Giovanni i sentimenti sono prevalenti sulle emozioni, forse è il sentimento che provo verso il selvatico è quello che mi evita di emozionarmi. Secondo me fai confusione fra passione e sentimento, ti assicuro che si può cacciare con grande passione con qualsiasi sentimento, compreso il mio.

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  • dorset
    ha commentato in 's risposta
    Ciao a tutti, hai perfettamente ragione Walker, quello che mi da piu fastidio pero' e' il vedere alcuni cacciatori che dopo aver colpito male l'animale sofferente si divertono sadicamente vedere i cani che lo mordono forse pensando di addestrali meglio non sapendo che saranno i primi a sopperire.
    Tanta salute a tutti

  • walker960walker
    ha risposto
    Da quello che dice, non si evince una risposta alla mia domanda. Dal tuo scritto precedente, hai dato l'impressione che sparare ad un animale, ti fa star male e da qui la mia domanda; perchè lo fai? Forse ho capito male nel leggere, dove dici; io caccio per sopravvivere.... è così?

    Se ognuno di noi, si dovrebbe preoccupare che sparando ogni volta, non avremmo MAI la certezza di un tiro "pulito" è meglio non sparare. Allora io e tanti altri che pratichiamo la battuta, dove la maggior parte dei tiri avvengono... si può dire di stoccata, ma comunque con animale in corsa, dove raramente l'animale muore subito e comunque tra atroci sofferenza e a volte ferito a morte va a morire lontano. Lo stesso dicasi per tutta l'altra selvaggina, dovremmo rinunciare?

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  • germano56
    ha risposto
    Giovanni, io vivo la caccia idealmente come nei tempi che furono, spero che la mia rimanga solo una immaginazione, altrimenti con i tempi che corrono saremo costretti ad andare a caccia per sopravvivere. Io non sparo per divertirmi, e neanche mi piace definire la caccia uno sport. Io caccio per sopravvivere, non è una giustificazione, quindi sacrifico l'animale per uno scopo preciso, che non fa parte del mio divertimento. Non trovo strano che prima di togliere la vita a un essere vivente la mia unica preoccupazione è quella di non farlo soffrire o farlo soffrire il meno possibile. A parte che le sensazioni sono molto soggettive, non le critico, io critico la professionalità del cacciatore, che non è assolutamente far soffrire l'animale. Il cacciatore di selezione, l'ottica la deve utilizzare per colpire il selvatico in un punto preciso e non per colpire il selvatico. Per fare questo deve capire quali sono le sue reali possibilità, mi riferisco all'aspetto tecnico che riguarda il tiro, deve sapere quale è il suo margine di errore e moltiplicarlo per due. Detto questo possiamo continuare a parla di caccia di selezione, altrimenti parliamo di tiro al bersaglio per portare a casa a qualsiasi costo il pezzo di carne.

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  • giovannit.
    ha risposto
    Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio


    ------------------------------------------------------
    Entro in punta di piedi, perchè non sono un selecontrollore, (lo vorrei diventare) e non voglio urtare la tua sensibilità. Ma mi viene spontaneo domandarti, dopo quello che hai scritto, che soddisfazione provi, se questo tipo di caccia ti provoca malessere o quanto meno un senso di colpa? Non è detto che tutti i tiri che fai, prendendo tutte le precauzioni del caso, quando decidi di tirare il grilletto, l'animale rimane stecchito. Se questo succede cosa accade in te? Malessere? Senso di colpa? Non ci dormi la notte? Pensi sempre all'accaduto? Non vai più a caccia? Non lo so, ma mi domando e ti domando; se questo succede, perchè lo fai?
    Se risponde "per la ciccia" gli daro' pienamente ragione. Ci sono soltanto due cose che giustificano la caccia: la prima e' che soltanto la caccia e' il piu' valido sistema di controllare le popolazioni animali (parlo principalmente di ungulati) in modo che non aumentino a dismisura e finiscano poi per ammalarsi o, se distruggono l'habitat, morire di fame. Un corollario di questa ragione e' anche la difesa dei coltivi. L'altra ragione e' la ciccia. Senza queste due ragioni la caccia in tempi moderni non ha altra giustificazione. Credo che lentamente, in tutti i paesi, cessera' la caccia alle piccole specie migratorie. Di certo non si puo' dire che uno spara a tre o quattro tordi per la ciccia. E altrettanto di certo non si puo' dire che di tordi ce ne sono troppi o che siano una minaccia ai coltivi (gli storni, invece...). Anatre ed oche in certe parti del mondo devono essere a volte ridotte di numero, ma per queste l'altra ragione, la ciccia, si puo' facilmente invocare, visto che si tratta di uccelli di grossa mole. Rimarra' di certo la caccia ai gallinacei, specialmente nelle grandi riserve dove vengono protetti ed aiutati a crescere di numero in vari modi, e poi vengono abbattuti per il mercato, in modo che il proprietario del fondo dove sono nati e morti ne possa trarre un profitto. Gli altri selvatici cacciabili, come beccacce e palombe, rimarranno cacciabili se la caccia ne rimane sostenibile, o no, se il loro numero dovesse scemare al di sotto di un livello critico.
    Io non giustifico affatto la caccia ai migliori trofei. tornando agli ungulati. Qualsiasi rancher sa benissimo che un toro geneticamente perfetto produce ottimi vitelli. Uccidere un esemplare geneticamente perfetto (che e' quello che di solito ha il miglior trofeo) non ha senso. Che si abbattano soltanto esemplari geneticamente inferiori, giovani o femmine in sovrappiu', o quei maschi che sono diventati troppo vecchi e hanno cessato o quasi la loro funzione procreativa. Se e' cosi' la selezione come si fa in Italia sono d'accordo con le sue regole.
    Tornando alla tua domanda, anche a me dispiace uccidere un cervo o una cerva, ma ogni anno ne uccido due o tre. Ma mi dispiace anche uccidere i miei galli in sovrappiu'. Ma senza uccidere qualcosa non si mangia carne, ed io sono carnivoro. E anch'io odio far soffrire un noble animale come un cervo. Percio' uso un "bazooka" (come il mio amico e vicino chiama il mio .338 WM, e i cervi a cui sparo crollano sul posto ed esalano l'ulimo respiro entro pochi secondi. Invece uccidere anatre e altri uccelli mi da' molto meno fastidio, sebbene odio ferirne e perderne uno, ed odio finirne uno ferito. Lo stesso con conigli e lepri. Per i nocivi invece non provo alcuna pieta'. Lo so razionalmente che e' sbagliato, che hanno anche loro come me il diritto di uccidere per mangiare, ma le sofferenze indicibili alle quali condannano le loro prede mentre se le mangiano vive senza aver dato loro un morso mortale, ma cominciando dalle viscere mi danno il voltastomaco a pensarci. E allora provo quasi un perverso piacere se la fucilata a loro indirizzata non li uccide istantaneamente. Ripeto, lo so che e' sbagliato, ma e' cosi'.

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  • walker960walker
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    L'abilitazione alla caccia di selezione l'avrò fatta circa una trentina di anni fa. Ricordo quasi tutto, in particolare ricordo cosa vuol dire in caccia di selezione prelevare in modo corretto con l'abbattimento un ungulato, per modo corretto non si fa distinzione fra specie cacciabili in cacci di selezione. L'abbattimento per chi pratica la selezione è l'atto più critico ed importante, è l'atto conclusivo dove si decide di dare la morte a un essere vivente. Sono quasi sicuro che per quelli che praticano la selezione, uccidere non dovrebbe mai essere un divertimento, almeno per me non lo è. Il momento prima del tiro lo vivo come se stessi commettendo un fatto grave, cerco di viverlo il meno doloroso possibile concentrandomi su me stesso, in modo da poter dare la morte all'animale con meno sofferenza possibile. Forse per questo non mi emoziono prima di premere il grilletto. Già l'atto di uccidere è pesante, se si agisce nel modo sbagliato diventa ancora più pesante. Secondo me il modo di dare la morte dovrebbe far parte dell'etica venatoria. Springer, quell'abbattimento fatto con quella modalità non può essere condivisa da chi pratica la selezione con la "S" maiuscola, al massimo potrebbe essere tollerata. Però quello che tollerano i colleghi cacciatori, difficilmente verrebbe tollerata dall'opinione pubblica. Datti una regolata e vola basso, e soprattutto non arrampicati sugli specchi, con delle entrate che sembrano delle uscite. Mi scuso se non rispondo a tutti, ma io sono solo e voi siete tanti, pero rispondo a capriolo astuto sull'impiego dell'arma. Uso l'arma in relazione all'impiego tecnico, se uso il 223 sul cinghiale vuol dire che in quella modalità di tiro è più efficiente di un calibro più grosso. Se uso il 7 rm oltre i 100 m. sul capriolo vuol dire che a lunga distanza è più facile che il capriolo resta sul punto dove è stato tirato. Non ho mai detto che il 223 a 300 m. non ha la forza di ammazzare il capriolo, non mi va di fargli fare una corsa inutile anche se di pochi metri.

    ------------------------------------------------------
    Entro in punta di piedi, perchè non sono un selecontrollore, (lo vorrei diventare) e non voglio urtare la tua sensibilità. Ma mi viene spontaneo domandarti, dopo quello che hai scritto, che soddisfazione provi, se questo tipo di caccia ti provoca malessere o quanto meno un senso di colpa? Non è detto che tutti i tiri che fai, prendendo tutte le precauzioni del caso, quando decidi di tirare il grilletto, l'animale rimane stecchito. Se questo succede cosa accade in te? Malessere? Senso di colpa? Non ci dormi la notte? Pensi sempre all'accaduto? Non vai più a caccia? Non lo so, ma mi domando e ti domando; se questo succede, perchè lo fai?

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  • walker960walker
    ha risposto
    Come ti invidio!..... Bravo! E.......buon appetito!

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  • germano56
    ha risposto
    Questo è quello che intendo per caccia di selezione. L'importante è far soffrire gli animali il meno possibile, indifferentemente se sono brutti o belli. Complimenti per il tiro all'orecchio a 160 m.

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  • SPRINGER TOSCANO
    ha risposto
    Grazie a tuttI!!!

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