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La frustrazione di un cacciatore: Cause e possibile cure.

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  • mircoan
    ha risposto
    Originariamente inviato da SPARTANO Visualizza il messaggio
    Anche io penso sempre di essere nato nel periodo sbagliato.Ragazzi e'vero abbiamo tutti contro,ma non abbassiamo la guardia!L'oro vogliono questo.Si la CACCIA alla fine chiudera'da sola prima o poi,anche se sono convinto non per molto.Ma continuiamo ad avere lo stesso entusiasmo di sempre,di camminare a testa alta quando magari in citta'abbiamo il fucile nel fodero e mentre percorriamo la strada che ci porta al portone di casa nostra,tutti ci guardano come alieni.Di far vedere che se nel 2013 ancora andiamo a CACCIA e'perche'abbiamo una passione piu'forte dell'opinione pubblica e degli animalari che non sanno neanche cosa significa la natura e saperla rispettare.Dai ragazzi MASSICCI E INCAZZATI!!
    Concordo, avanti così!!!
    Saluti...

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  • SPARTANO
    ha risposto
    Anche io penso sempre di essere nato nel periodo sbagliato.Ragazzi e'vero abbiamo tutti contro,ma non abbassiamo la guardia!L'oro vogliono questo.Si la CACCIA alla fine chiudera'da sola prima o poi,anche se sono convinto non per molto.Ma continuiamo ad avere lo stesso entusiasmo di sempre,di camminare a testa alta quando magari in citta'abbiamo il fucile nel fodero e mentre percorriamo la strada che ci porta al portone di casa nostra,tutti ci guardano come alieni.Di far vedere che se nel 2013 ancora andiamo a CACCIA e'perche'abbiamo una passione piu'forte dell'opinione pubblica e degli animalari che non sanno neanche cosa significa la natura e saperla rispettare.Dai ragazzi MASSICCI E INCAZZATI!!

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  • Aimone Cat
    ha risposto
    Originariamente inviato da Marbizzaboy Visualizza il messaggio
    Per come la vedo io è soltanto il nostro Paese il problema. In tutto il mondo la caccia c'è, sia nei paesi più sviluppati sia in quelli meno sviluppati. E' proprio la cultura italiota ad essere particolare in tal senso. Il progresso c'è ovunque, la società si evolve, forse in peggio, ma tutti i problemi che viviamo costantemente noi cacciatori italiani li viviamo appunto solo noi nella fattispecie sicuramente! Vuoi perché siamo un popolo credulone, ignorante, modaiolo, stupido, moralista, dì quello che vuoi, ma fatto sta che seppur ormai viviamo in una civiltà non più rurale, eppure in altri Paesi si dà importanza alla natura, all'ambiente, alla biodiversità e anche la caccia e i cacciatori esistono ancora. Vedi la Francia: le autostrade ci sono anche là, le città vanno dalle metropoli alle città medio grandi ma ci sono anche i villaggi rurali incontaminati e l'agricoltura è ancora praticata e ha rilevanza e di conseguenza ha rilevanza anche la caccia e i cacciatori. O gli Stati Uniti d'America, paese simbolo del capitalismo, del consumismo e dell'occidente moderno, eppure in mezzo a tutte quelle grandi città, quei grattacieli e così via ci sono ancora zone rurali dove i cacciatori e i pescatori sono tranquilli. E così via per fare alcuni "stupidi" esempi. Come mai il problema quindi c'è solo in Italia? Perché evidentemente non abbiamo una politica giusta a nostro favore, non abbiamo rappresentanti giusti, non abbiamo mentalità giuste e così via, magari altrove sì. Solo questo mi viene da pensare. Semplicemente siamo nati nel posto sbagliato e soprattutto nel mio caso essendo ancora giovane nel momento sbagliato, visto che comunque tempo addietro la caccia non aveva di tutti questi problemi anche in Italia, tutto qui.

    Non sai quante volte mi capita di pensare d'esser nato anch'io nel secolo sbagliato.......
    Il problema è che questa mentalità "passatista" viene osteggiata a priori, senza domandarsi se e cosa il passato avesse da insegnare a noi, che siamo venuti dopo.
    E' proprio vero che la storia interessa solo per ciò che serve, mai per quello che è stata realmente.

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  • Marbizzaboy
    ha risposto
    Per come la vedo io è soltanto il nostro Paese il problema. In tutto il mondo la caccia c'è, sia nei paesi più sviluppati sia in quelli meno sviluppati. E' proprio la cultura italiota ad essere particolare in tal senso. Il progresso c'è ovunque, la società si evolve, forse in peggio, ma tutti i problemi che viviamo costantemente noi cacciatori italiani li viviamo appunto solo noi nella fattispecie sicuramente! Vuoi perché siamo un popolo credulone, ignorante, modaiolo, stupido, moralista, dì quello che vuoi, ma fatto sta che seppur ormai viviamo in una civiltà non più rurale, eppure in altri Paesi si dà importanza alla natura, all'ambiente, alla biodiversità e anche la caccia e i cacciatori esistono ancora. Vedi la Francia: le autostrade ci sono anche là, le città vanno dalle metropoli alle città medio grandi ma ci sono anche i villaggi rurali incontaminati e l'agricoltura è ancora praticata e ha rilevanza e di conseguenza ha rilevanza anche la caccia e i cacciatori. O gli Stati Uniti d'America, paese simbolo del capitalismo, del consumismo e dell'occidente moderno, eppure in mezzo a tutte quelle grandi città, quei grattacieli e così via ci sono ancora zone rurali dove i cacciatori e i pescatori sono tranquilli. E così via per fare alcuni "stupidi" esempi. Come mai il problema quindi c'è solo in Italia? Perché evidentemente non abbiamo una politica giusta a nostro favore, non abbiamo rappresentanti giusti, non abbiamo mentalità giuste e così via, magari altrove sì. Solo questo mi viene da pensare. Semplicemente siamo nati nel posto sbagliato e soprattutto nel mio caso essendo ancora giovane nel momento sbagliato, visto che comunque tempo addietro la caccia non aveva di tutti questi problemi anche in Italia, tutto qui.

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  • solengo
    ha risposto
    Originariamente inviato da albert Visualizza il messaggio
    stiamo morendo ? forse ! ma c'è bisogno di noi ! prima o poi.....
    Si, ma non lo ammetteranno mai, non sopportano l'idea di qualcuno che possa andare per campi e boschi con un fucile in spalla.

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  • albert
    ha risposto
    stiamo morendo ? forse ! ma c'è bisogno di noi ! prima o poi.....

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  • walker960walker
    ha risposto
    Purtroppo e dico "purtroppo", hai detto una sacrosanta verità. Non mettiamoci le bende sugli occhi.....sta morendo piano piano, in un'agonia straziante.

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  • Aimone Cat
    ha risposto
    E pensare che, da piccolo, ero anche io contro la caccia.
    Però non sono riusciti ad "addestrami " come avrebbero voluto. La mia passione è stata più forte della loro ideologia, e alla fine è venuta fuori.
    Sono contento di questo.

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  • ggramoli
    ha risposto
    Originariamente inviato da SASA53 Visualizza il messaggio
    Come non darti ragione, purtroppo negli ultimi anni la situazione è veramente peggiorata !!
    La situazione è così peggiorata che non credo che riusciremo mai a risanarla. Qualcuno potrebbe dire : guardate le altre nazioni, stanno meglio di noi e non sono precipitate nel nostro baratro. Purtroppo il raffronto non regge. Noi abbiamo un numero di abitanti per chilometro quadrato abnorme. Siamo completamente ristretti in un piccolo territorio pieno di montagne inagibili. Quella parte di territorio che sarebbe agibile si restringe ogni giorno per la cementificazione urbana, stradale, industriale, ecc. . L'ambiente è ridotto agli sgoccioli e mal tenuto, e noi veniamo accusati di essere gli artefici del degrado dell'ambiente quando viceversa ne siamo le vittime. Non so come andremo a finire non ci voglio pensare. Penso invece di godere degli ultimi scampoli disponibili. Ammesso che sia goduria.

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  • SASA53
    ha risposto
    Originariamente inviato da solengo Visualizza il messaggio
    Hai interpretato al meglio ciò che molti di noi cacciatori provano di questi tempi, lo sconforto di essere additati come criminali sanguinari, la persecuzione mediatica fatta con notizie elaborate ad arte per gettare fango su una minoranza che desidera solo di essere lasciata in pace. Purtroppo solo chi è cacciatore può capire questa passione, chi non lo è non riuscirà mai a capirla.
    Come non darti ragione, purtroppo negli ultimi anni la situazione è veramente peggiorata !!

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  • solengo
    ha risposto
    Hai interpretato al meglio ciò che molti di noi cacciatori provano di questi tempi, lo sconforto di essere additati come criminali sanguinari, la persecuzione mediatica fatta con notizie elaborate ad arte per gettare fango su una minoranza che desidera solo di essere lasciata in pace. Purtroppo solo chi è cacciatore può capire questa passione, chi non lo è non riuscirà mai a capirla.

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  • Aimone Cat
    ha iniziato la discussione La frustrazione di un cacciatore: Cause e possibile cure.

    La frustrazione di un cacciatore: Cause e possibile cure.

    Siamo in tanti, ma mai abbastanza, noi cacciatori.
    Perlomeno, sempre da soli di fronte alle difficoltà della nostra categoria. Quando si sentono cose assurde sul nostro conto, quando ci pare che sia sempre una causa persa(e forse lo è), quando non troviamo mai il conforto di cui, anche noi, avremmo bisogno.
    Mi domando, nel 2013, che cosa sia andato storto nel mondo, nella gente, per arrivare dove siampo arrivati tutt'ora.
    La caccia è la nostra passione, questo è certo.
    Ma ci hanno distrutto il territorio, hanno asfaltato, hanno costruito, hanno disboscato, hanno inquinato. E poi, incredibilmente, hanno dato a noi la colpa.
    A noi che, logicamente, meno avremmo voluto che si verificasse tutto questo. A noi che ci sentiamo dire dalle maestrine saccenti, dai ragazzi urbani che fumano sulla panchine, dai Facebook dipendenti, che siamo noi i responsabili. Proprio noi che, molto probabilmente, meno usiamo tutto quello che ha, in effetti, distrutto questa natura.
    Comodo, per chi si compra un paio di Nike al centro commerciale, usa un telefonino ogni 2 secondi ( e pertanto ha bisogno di un ripetitore, di una negozio, di un camion ecc ecc) per averlo in mano, dire che la colpa è di qualcun altro.
    Non vogliono la caccia, le maestrine animaliste. E magari non si sono mai accorte del gheppio che si posa sui fili del telefono, del picchio che batte nel tronco, e non vedranno mai in tutta la loro vita una beccaccia, una volpe, un tasso.
    Vivono tutti così, senza curarsi del fatto che, più di altri, sono loro i veri responsabili di questo sfacelo ambientale, e i cacciatori non sono, in tutto questo, i responsabili di nulla.
    Ma dire d'aver ragione, solo perchè si crede d'averla, non crea conoscenza.
    E' facile vivere comodi nelle proprie case, nuove, costruite dove prima non c'era nulla, utilizzare una macchina come azione principale in una giornata, non vedere altro verde se non quello nei vasi dei ficus negli uffici, o nei piccoli rettangoli di prato che si vedono, tristi, nelle città.
    Eppure anche io ho un telefono, un computer, e una macchina.
    Ma se sparissero di colpo, non mi dispiacerebbe.
    Il ritorno ad una civiltà agreste è impossibile, e forse nemmeno auspicabile.
    Forse a me piacerebbe, e se potessi farlo, lo farei. Ho la terra, le forze, e un pò di testa. Ma non posso.
    Non posso perchè di terra non si vive, e se c'è il modo di vivere con la terra è solo per un artifizio: l'agriturismo, il contributo europeo per le colture, cose di questo genere.
    Non è nemmeno per il fatto che, magari, la mia famiglia non vorrebbe. Sarebbe una scelta sana, e si adatterebbero.
    Ma resta sempre il problema che, un mondo come questo, non ti dà la possibilità di tornare indietro. E se anche volessi farlo, non ti lascerebbe, perchè vivere di sussistenza significa non riuscire a pagare le tasse su tutto ciò che hai.
    Il mondo ti vuole produttivo e inserito, in grado di consumare, e non ti consente di vivere al di fuori di questa logica.
    Peccato, dico io.
    Io sono un cacciatore. Uccido le bestie, e le vedo morire spesso quando le ho in mano. Le porto a casa, le lavoro, le cucino, e le mangio. Faccio in modo che le vite che mi prendo non siano mai sprecate, che la morte che creo vada oltre, e lasci sempre più vita di prima. Il mio cuore non per questo è di ghiaccio, e conosco la compassione e la tenerezza, anche di fronte agli animali di cui mi cibo.
    Innumerevoli volte, noi tutti, abbiamo fatto ad altri questi discorsi, invano. Non siamo mai stati ascoltati, sempre aspramente criticati, condannati.
    Forse, dico io, perchè abbiamo il coraggio di far vedere la natura per quello che è, realmente. A volte dura, ma mai inutilmente crudele.
    Forse, aggiungo, sappiamo che la morte e la sofferenza sono inevitabili, e per questo ci accusano di essere coloro che le mantengono in vita, quasi fossimo stati noi ad inventarle.
    Anche se si vive in una città con le aiuole, i parchi, i fiori e gli uccellini, e si condannano i cacciatori che parlano di morte, si finisce per conoscere che alla natura non si scappa con i compromessi. Le sale tetre e fredde degli ospedali sono piene di gente che, per quanto lontana fosse stata da loro l'idea di far soffire qualcuno, soffrono a loro volta. E' la vita, si dice. E con lei, la morte, appunto, il tabù dei tabù.
    Abbiamo quindi la colpa di ricordare alle persone "civili" da dove vengono, chi sono e cosa, inevitabilmente, saranno. Ma non per questo, ne sono convinto, le cose cambiano.
    La gente resta ottusa, si gira dall'altra parte quando si parla di caccia, così come quando non si vuole sentire qualcosa che fa male ma che, in fondo, si sa essere vero.......


    Solo un piccolo sfogo, scusate. Ma dopo tente vessazioni, mi domando quale possa essere una soluzione a tutto questo. Mi sembra impossibile che, ragionevolmente, non si riesca a trovare una maniera per sentirsi, ogni tanto, un pò rinfrancati tra di noi.
    Siamo in tanti e inutilmente divisi. Ho assistito all'ultima riunione dell'ambito, e ho notato come, purtroppo, la malattia che colpisce più spesso il cacciatore è la voglia di protagonismo. Non ci si sente una categoria "unica", ma ognuno ha sempre il motivo per dire che ciò che dice qualcun altro è sbagliato, anche se, in fondo si pensa il contrario.
    Che sia una caratteristica degli italiani?
    Se così fosse, anche i nostri detrattori dovrebbero soffrire dello stesso male. Ma non mi sembra poi così tanto come noi......
    Spazio alle riflessioni.

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