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New record distanza tiro al piattello

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  • #31
    sono assolutamente indignato... quando di fronte ai fatti più di qualche ignorante (nel senso etimologico del termine ..che non sa) disquisisce di ciò che non conosce...
    questa è solo la ciliegina sulla torta...
    la rottura dei piattelli a 100 metri è cosa abbastanza comune ... a 70 metri cosa normalissima...
    oso pensare che chi dissente non sa di cosa parla ..da solo fiato alle trombe
    mi spiace per voi... non entrerò più nel merito
    Centro67 piace questo post.

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    • #32
      Originariamente inviato da killer1971 Visualizza il messaggio

      secondo me dovreste parlare di ciò che conoscete ...invece di sparare a zero senza avere nessuna competenza in merito.... quando qualcuno di voi vedrà sparare enrico de tomasi che conosco personalmente ... magari cambierà idea...


      Ciao Killer, intanto ti chiedo cortesemente di moderare i toni. In questo forum tutti hanno diritto di parlare ed esprimere le proprie opinioni anche coloro che evidentemente non hanno la tua esperienza ed il tuo grado di conoscenza.

      Non ho competenza sui tiri a 100 metri ma nella mia vita entro i 40/45 metri ho sparato centinaia di fucilate alla placca e so bene quanto già a quella distanza una rosata sia dispersa.

      Gia in dieci metri di differenza da una distanza che va da 35 a 45 metri la rosata è molto più ampia:, prove eseguite sul campo svariate volte - non chiacchiere da bar.

      Gianluca Garolini, che non è certo un incompetente come me, affermava su un altro forum che riteneva assurdo dover usare le odierne cartucce da 24 grammi che si sparano al trap, in quanto nel caso di seconda canna non danno certezza della rottura del piattello anche a tiro centrato, tanto è la rarefazione dei pallini già intorno ai 40 metri.

      Ecco perché il piattello rotto a 100 metri ritengo che sia una casualità e non una costante.

      Stabilire la distanza di un piattello che vola nel cielo è impresa assai ardua.
      Un oggetto in movimento cambia costantemente la distanza che lo separa dal tiratore, stabilire il punto preciso di impatto in aria mi sembra piuttosto aleatorio mentre un foglio appoggiato ad una placca è una distanza certa.

      Ecco perché nel mio precedente scritto ho spiegato come fare tiri alla placca per vedere l' effettiva concentrazione di una rosata a 100 metri VERI. Il foglio posizionato ad una distanza CERTA darà il giusto parametro di concentrazione della rosata e stabilirà in modo inequivocabile la realtà di questi tiri.

      Non nego che il sig. Enrico de Tommasi sia un ottimo colpitore, ma se a 100 metri il suo fucile e le sue cartucce rompono un piattello in aria in modo sistematico e continuativo non c'è nessuna ragione per cui questo non avvenga sparando ad un piattello a fermo posto alla stessa distanza.

      Visto che conosci personalmente il sig. Enrico perché non fate questa prova: attaccate un piattello su un supporto a 100 metri di distanza - misurati non a passi - ma con fettuccia o telemetro.
      Po chiedi gentilmente al sig. Enrico con il suo fucile e le sue cartucce di sparare al bersaglio, (se possibile, per avere un valore attendibile, almeno 5 tiri), verificando ad ogni tiro se un solo pallino ha colpito il piattello.
      Se è vero che un piattello viene colpito in maniera sistematica a 100 metri di distanza, dovremmo avere in tutti i tiri almeno un pallino sul bersaglio.

      Questo sarà molto utile per tutti perché confermerà la tua teoria e sarà un valido supporto a conferma della possibilità di rompere un piattello in volo a 100 metri e della indiscussa abilità di colpitore del sig. Enrico

      Senza questa prova CONCRETA , CERTA, VERIFICABILE e RIPETIBILE rimaniamo nel limbo del mito, dei pregiudizi e dei luoghi comuni.... fenomeno molto diffuso tra i cacciatori.


      Solo quando ci saranno dati certi potremo finalmente abbandonare le opinioni e ragionare sulla realtà.


      Un saluto


      Maurizio





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      • #33
        Originariamente inviato da killer1971 Visualizza il messaggio

        secondo me dovreste parlare di ciò che conoscete ...invece di sparare a zero senza avere nessuna competenza in merito.... quando qualcuno di voi vedrà sparare enrico de tomasi che conosco personalmente ... magari cambierà idea...
        In questo Forum il diritto di opinione espressa in maniera educata e conforme alle regole dello stesso, è garantito a tutti e nessuno può impedirlo. Ho modificato il tuo post perché contrario alle regole.
        A.le piace questo post.
        Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

        martino de michele

        " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
        Un Cacciatore.

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        • #34
          Naturalmente io condivido pienamente quanto detto da killer , egli infatti dice che colpire entro I 70m e' la normalita,io aggiungo che oltre tale distanza , le probabilita diminuiscono solo per I migliori tiratori ,mentre si azzerano per tutti gli altri, specie per chi non ha mai messo piede in una pedana.A questa ultima categoria di persone io consiglio di non parlare di argomenti che non si conoscono, e di iniziare a seguire una volta per tutte le gare di sporting itinerante di alto livello, cosi capiranno di cosa si sta parlando. Sono daccordo anch'io che le rosate delle cariche da 28gr del 7'5, si presentano abbastanza sguarnite sulle lunghissime distanze, ma fino a che ci saranno tiratori che dimostreranno di colpire con buone probabilita, accidenti a tutte le teorie. Peraltro in questo forum ho fatto presente piu volte che la proiezione di una rosata ottenuta alla placca, non rispecchia tutta la realta sul comportamento dello sciame in volo ,poiche ad es. non mette in luce il suo lieve andamento spiraliforme, ne la lunghezza dello sciame metro dopo metro.

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          • #35
            Originariamente inviato da Centro67 Visualizza il messaggio
            Naturalmente io condivido pienamente quanto detto da killer , egli infatti dice che colpire entro I 70m e' la normalita,io aggiungo che oltre tale distanza , le probabilita diminuiscono solo per I migliori tiratori ,mentre si azzerano per tutti gli altri, specie per chi non ha mai messo piede in una pedana.A questa ultima categoria di persone io consiglio di non parlare di argomenti che non si conoscono, e di iniziare a seguire una volta per tutte le gare di sporting itinerante di alto livello, cosi capiranno di cosa si sta parlando. Sono daccordo anch'io che le rosate delle cariche da 28gr del 7'5, si presentano abbastanza sguarnite sulle lunghissime distanze, ma fino a che ci saranno tiratori che dimostreranno di colpire con buone probabilita, accidenti a tutte le teorie. Peraltro in questo forum ho fatto presente piu volte che la proiezione di una rosata ottenuta alla placca, non rispecchia tutta la realta sul comportamento dello sciame in volo ,poiche ad es. non mette in luce il suo lieve andamento spiraliforme, ne la lunghezza dello sciame metro dopo metro.

            Ciao Centro, io sono molto spesso d'accordo con quello che scrivi.
            Per una casualità abbiamo un modo di ragionare e di arrivare al punto molto simile e anche in questa occasione sono in parte d'accordo con te soprattutto nel fatto che a volte la pratica non rispecchia pienamente la teoria... ma analizziamo le cose con ordine.

            L'amico Killer asserisce che "la rottura dei piattelli a 100 metri è cosa abbastanza comune ... a 70 metri cosa normalissima..."

            Ora tu sei d'accordo con lui affermando che "colpire entro i 70 metri è la normalità" come se rompere un piattello a 70 metri sia lo stesso che romperlo a 30.

            Poi però ammetti che "le cariche da 28 gr. del 7,5 si presentano abbastanza sguarnite sulle lunghissime distanze", ma finché ci saranno tiratori che dimostrano di colpire con "buone probabilità" ....
            (accidenti a tutte le teorie).

            Al di là del fatto che i tiratori di alto livello non usano fucili e munizioni comuni (e questo lo so per certo) Il problema è quanto "effettivamente" sono lunghi i tiri i e con quanta costanza si fa centro.

            Io non so dove tu hai visto fare tiri a 70 metri "CERTI" con risultati costanti, né chi e con quale metodo abbia misurato questa distanza.... non dubito delle tue capacità - ma spesso l'occhio inganna e tiri definiti a 70 metri si scopre che a malapena superano i 50.

            Ma il punto vero è che innegabilmente a quella distanza (70 metri VERI) il piombo è così rarefatto che un piattello può passare "facilmente" indenne all'interno di una rosata anche a tiro centrato.

            Se siamo d'accordo su questo ultimo pensiero si capiscono immediatamente due cose:
            - la prima è che le "rotture"a 70 metri VERI non possono essere troppo frequenti quantomeno non "normalissime".
            - la seconda è che è assurdo sparare ad un bersaglio dove l'abilità del tiratore può essere inficiata in modo determinante dalla casualità, e dunque come ho più volte affermato la rottura del bersaglio è spesso dovuta più alla fortuna che alla capacità del tiratore.

            E il buon Garolini ha perfettamente ragione a criticare la scelta dei 24 grammi quando questa grammatura già entro i 40 metri a tiro centrato ha vuoti di rosata tali da non garantisce la rottura del coccio.
            Figuriamoci i 28 gr. a 70 metri...

            In un famoso tiro a volo dell'Umbria in più di una occasione tiratori di eccellenza e non si sono avvicendati nel tiro al piattello a "100 metri" e, io presente in una di queste occasioni, posso assicurarti che le rotture sono pochissime.
            Mi hanno detto che una sera in cui io non ero presente lo hanno rotto una sola volta....
            Del resto a quella distanza che bravura vuoi avere: butti là la fucilata e, se azzecchi l'anticipo, speri nel buon Dio che un pallino (che abbia ancora sufficiente energia per romperlo) sbatta casualmente nel piattello....

            Qualcuno vuole spiegarmi dove sta la bravura del tiratore?

            Siamo partiti dal record del mondo di 120 metri siamo arrivati che a 70 metri c'è una "buona probabilità" se scendiamo di un'altra ventina di metri allora cominciamo ad avvicinarci ad una distanza in cui un buon manico può davvero rompere i cocci con una certa "normalità".

            Che la placca non rispecchia la realtà dello sciame in volo è cosa certa. del resto la placca mostra la rosata "bidimensionale", non la lunga proieizione della coda dei pallini.
            Se vorrai spiegarmi cos'è e come si determina l'andamento spiraliforme dello sciame di pallini e come varia la lunghezza dello sciame metro dopo metro, aggiungerò qualche prezioso mattoncino alla mia conoscenza.
            Se ritieni che abbia qualche reale vantaggio nel tiro per cortesia spiegamelo.
            Grazie


            Un saluto

            Maurizio


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            • #36
              Maurizio, sei persona molto educata e questo si capisce dai tuoi scritti, ma anche persona che ragiona con la propria testa e di questo me ne ero già accorto in altre occasioni.
              Qui si voleva elogiare la signora Mangano (Italiana) per il risultato ottenuto.
              A me piacerebbe sapere quanti piattelli ha dovuto rompere prima di ottenere il record e da che distanza si è partiti ma anche tra il primo rotto e il successivo di quanti metri si arretrava per un altro tentativo.

              Ora, visto la strada che sta prendendo il thread, sembra che la signora abbia avuto soltanto cu..lo.
              Riconosciamo il fatto che questa signora ha battuto il record mondiale certificato per questo tipo di tiro.
              Se poi riusciamo ad ottenere i dati di come lo ha ottenuto possiamo parlare con più certezza se è cu..lo, se è brava. oppure l'una e l'altra cosa.

              Di una cosa sono sicuro. Ha un ottimo maestro.
              Tullio

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              • mauanto61
                mauanto61 commentata
                Modifica di un commento
                CiaoTullio. Grazie per le parole di stima.

            • #37
              Ciao Maurizio, vorrei fare alcune precisazioni: 1) Rompere un piattello a 70m e' come rompere un piattello a 30m, ma questa e' cosa fattibile solo per I grandi tiratori.
              2) Ammetto che le cariche da 28gr si presentano sguarnite sulle lunghissime distanze,, "alla placca" ma ho spiegato piu volte che la proiezione alla placca non ci dice tutta la verita sul comportamento dello sciame in volo, infatti questi tiratori eccellenti ci stanno dimostrando che colpiscono con una certa regolarita impressionante su distanze in cui la placca li smentisce senza eccezioni.
              3) I tiratori di alto livello usano gli stessi fucili che adoperiamo noi, te lo garantisco al 100% visto che frequento e conosco gente di ogni livello tiravolistico
              4)In quanto al lieve andamento spiraliforme della carica di pallini ti rispondo che se vuoi approfondire leggi qualcosa del Mori, egli spiega come si e' scoperto questo fenomeno (ormai da molto tempo)
              Ora Maurizio non ti resta altro da fare che entrare nello splendido mondo del tiro a volo, cosi toccherai anche tu il cielo con le mani.
              Un abbraccio.

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              • #38
                Originariamente inviato da Centro67 Visualizza il messaggio
                Ciao Maurizio, vorrei fare alcune precisazioni: 1) Rompere un piattello a 70m e' come rompere un piattello a 30m, ma questa e' cosa fattibile solo per I grandi tiratori.
                2) Ammetto che le cariche da 28gr si presentano sguarnite sulle lunghissime distanze,, "alla placca" ma ho spiegato piu volte che la proiezione alla placca non ci dice tutta la verita sul comportamento dello sciame in volo, infatti questi tiratori eccellenti ci stanno dimostrando che colpiscono con una certa regolarita impressionante su distanze in cui la placca li smentisce senza eccezioni.
                3) I tiratori di alto livello usano gli stessi fucili che adoperiamo noi, te lo garantisco al 100% visto che frequento e conosco gente di ogni livello tiravolistico
                4)In quanto al lieve andamento spiraliforme della carica di pallini ti rispondo che se vuoi approfondire leggi qualcosa del Mori, egli spiega come si e' scoperto questo fenomeno (ormai da molto tempo)
                Ora Maurizio non ti resta altro da fare che entrare nello splendido mondo del tiro a volo, cosi toccherai anche tu il cielo con le mani.
                Un abbraccio.
                Sono in parte d'accordo con te, ma il tuo esempio al N. 2) mi lascia perplesso. E' vero che la placca non ti da' una visione realistica dello sciame di pallini, che e' tridimensionale, mentre la placca e' bidimensionale, e su di essa si superimpongono tutti i piani secanti alla rosata. Quindi nel tiro a volo in realta' solo pochi pallini finiscono sul bersaglio (se ci finiscono), perche' la maggior parte arrivano in un certo punto relativo al bersaglio prima che il bersaglio ci sia arrivato, o passano ai suoi lati, o dietro di esso quando e' gia' passato. Percio' l'esperimento proposto da adesso non ricordo chi di sparare una di queste cartuccette a un piattello attaccato alla placca o disegnato su di essa a 100 metri in realta' mostra una maggiore possibilita' di piazzare un certo numero di pallini sul bersaglio che in realta' lo mancherebbero del tutto se il bersaglio fosse in movimento. 70 metri? Possibilissimo e non solo per i grandi tiiratori. Io non sono un grande tiratore, ma quando ero a Kodiak e avevo una macchina lanciapiattelli, portavo spesso i giovani della chiesa ortodossa di cui ero membro al poligono e mettevo a loro disposizione centinaia di cartucce da piattello e di piattelli. Io mi divertivo a sparare ai piattelli mancati dai giovani quando ormai cominciavano a cadere ed erano appunto a una settantina di metri da me. E mi ricordo che l'anicipo lo davo sparanrdo al di sotto dei piattelli. Ma la mia innata umilta' mi costringe a confessare che con la mia lanciapiattelli, a meno che l'operatore non inclinasse la macchina al momento di tirare lo spago, i piattelli andavano pressoche' diritti in mancanza di vento, e quando io sparavo il fucile era piu' o meno puntato ad altezza d'uomo, il che eliminava quasi del tutto l'effetto della lunghezza della rosata: sia i pallini della punta della rosata che quelli della coda intercettavano il piattello, ed eccettuati quelli che gli passavano ai lati si beccava quasi tutti i pallini che ancora andavano nella direzione giusta invece che ai lati per effetto della dispersione. Se azzeccavo l'anticipo verso il basso. Quindi ben vengano gli esperimenti su piattello vero o disegnato a 100 yarde, perche' se non lo si raggiunge neanche cosi' a causa della dispersione della rosata a tale distanza, figurati se lo si puo' raggiungere regolarmente (regolarmente e' la parola chiave) mentre e' in volo, specialmente se e' in volo da destra a sinistra o viceversa.
                E naturalmente parlo delle cartuccette da piattello, con i relativamente pochi pallini del 7 1/2 o 8 che entrano in 28 grammi. Con una magnum da 3 pollici e una carica massima di pallini del 6 al tungsteno sarebbe tutt'altra cosa...

                CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                • #39
                  Originariamente inviato da mauanto61 Visualizza il messaggio
                  Ciao a tutti, secondo me queste prove non servono a niente.

                  rompere un piattello a più di 100 metri non dipende dalla perizia del tiratore né dalla qualità dell'arma, né della cartuccia ... è solo questione di fortuna, o casualità o, se preferite fattore "C".

                  certo la fucilata deve essere ben indirizzata, ma il fatto che la fucilata sia giusta non determina in alcun modo un risultato scontato né ripetibile, né è possibile stabilire una percentuale di successi: l'unica regola certa è la casualità.

                  Come ci ha detto precedentemente Giovanni ogni tanto il tiro "impossibile" capita, ma non è ripetitivo appunto "capita" è casuale, deriva da una serie di combinazioni fortuite
                  Ma tutto ciò che è casuale non fa testo perché non rappresenta una regola.

                  certo alimenta i sogni e le fantasie di tutti..
                  Ma se si pensa di replicare a caccia questi risultati è sempre bene frenare le fantasie e rimanere con i piedi ben piantati a terra: un conto è rompere un coccio che si spezza abbastanza facilmente all'impatto anche di un solo pallino un conto è abbattere un selvatico che ha ben altra vitalità.

                  La fucilata fuori tiro l'abbiamo sparata tutti, quello che mi preoccupa è che, inseguendo un sogno, diventi un modo di cacciare.
                  A quelle distanze a fronte di pochi selvatici raccolti quasi sempre si fanno solo inutili ferimenti.

                  Se mi metto a sparare qualche magnum di doppio zero ad un piattello a 150 metri forse prima o poi se ne rompe uno, ma non capisco con questo cosa avrei dimostrato.

                  un saluto

                  Maurizio
                  Finalmente qualcosa di sensato.
                  La caccia ce l'ho nel DNA

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                  • #40
                    Eppure io vi dico che colpire a certe distanze siderali non dipende principalmente dal fattore C...altrimenti anche I grandi colpitori avrebbero le stesse probabilita di colpire di qualunque altro.Aggiungo che io stesso faccio tiri impressionanti su alcuni piattelli e non mi spiego come mai si rompono in mille pezzi, e non solo, continuando ad insistere di seconda canna anche sui pezzetti, si sbriciolano nonostante la ridottissima superficie poco esposta. Mi sembra doveroso ricordare che le distanze di ingaggio di certi piattelli non vengono stimate ad occhio ma misurate con appositi strumenti.

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                    • #41
                      Un comune piattello lanciato, a 100 m è quasi invisibile all'occhio umano, è una lunetta nel cielo che a quella distanza è senz'altro calante, una comune cartuccia da piattello sparata dal miglior Perazzi da fossa o da sporting non arriverà che 50-60 m a meno che non subentri una cartuccia speciale al tungsteno che con dovuti accorgimenti potrebbe anche superare questa soglia ed arrivare ai fatidici 100 m, per tutto il resto sono solo una manica de fregnacce
                      O a Napoli in carrozza o alla macchia a far carbone.

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                      • #42
                        Originariamente inviato da MAGNUM71 Visualizza il messaggio

                        Finalmente qualcosa di sensato.

                        Sarà pure sensato ma i tuoi occhi questa immagine non la vogliono proprio vedere. Si rifiutano a prescindere.

                        SONO 110 YARDS.
                        Qualcosa vorrà dire.
                        Questo è un dato di fatto.
                        E pure CERTIFICATO.


                        File allegati
                        Tullio

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                        • #43
                          A Roma c'e' un detto che dice" quanno er gatto nun po' ariva' al lardo dice che puzza",........ il che sta a significare che quando non si riesce a fare qualcosa si giustifica dicendo che e' impossible.

                          COMMENTA


                          • #44
                            Originariamente inviato da jzcia Visualizza il messaggio


                            Sarà pure sensato ma i tuoi occhi questa immagine non la vogliono proprio vedere. Si rifiutano a prescindere.

                            SONO 110 YARDS.
                            Qualcosa vorrà dire.
                            Questo è un dato di fatto.
                            E pure CERTIFICATO.

                            Per me ha più valore l'attestato di campione regionale al torneo di briscola!!
                            La caccia ce l'ho nel DNA

                            COMMENTA


                            • #45
                              Originariamente inviato da Centro67 Visualizza il messaggio
                              A Roma c'e' un detto che dice" quanno er gatto nun po' ariva' al lardo dice che puzza",........ il che sta a significare che quando non si riesce a fare qualcosa si giustifica dicendo che e' impossible.
                              Se fosse vivo il Granelli, ti prenderebbe a calci nel c...
                              La caccia ce l'ho nel DNA

                              COMMENTA


                              • Centro67
                                Centro67 commentata
                                Modifica di un commento
                                Ha ha ha a me???? Casomai a te che hai un pda e non conosci il potere lesivo dei pallini su certe distanze

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