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Io,il Cosmi e........Alessandro Ciaffoni.

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  • fabio d.t.
    ha risposto
    Alessandro, allievo di Ansoldi è il conduttore dell'officina autorizzata Piotti. Essere stimati e collaborare con una delle più prestigiose case prodruttici di armi fini del panorama armiero mondiale la dice tutta sull'abilità di Ciaffoni figlio. Sì, perchè credo che all'epoca in cui il giovane Giovanni ancora era in Italia, la sua esperienza a Frascati fù con il papà di Alessandro. Il lavoro fatto sul fucile di Gianni Palomba è eccellente. Personalmente non amo il calciolo in legno, in quanto smorza la venatura originale dell'originale, avrei preferito un calciolo in gomma come su richiesta propone l'azienda Cosmi stessa ed anche se và a coprire il tirante stacca completamente, che, sempre per mio gusto, è meglio che avere la percezione di una riparazione. Ovviamente gusti personali. L'arma, nonostante abbia qualcxhe decina di anni, sembra appena uscita di fabbrica. Bravissimo

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  • A.le
    ha risposto
    All'inizio della carriera Alessandro non aveva un gran seguito... anzi era soggetto a più di una critica ! A differenza del padre che lavora magnificamente all'inizio della carriera ha avuto delle evidenti difficoltà Sono contento che ora col tempo sia cresciuto. Tutti noi abbiamo il diritto di sbagliare e tutti noi abbiamo il dovere di crescere.
    Benissimo cosi !! Bel lavoro.

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  • walker960walker
    ha risposto
    Sembra un bel lavoro......alla fine, (solo per curiosità), Quanto ti è costato lo scherzetto?

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  • giovannit.
    ha risposto
    Ciaffoni? E' quello di Frascati? Ormai e' roba di tanto tempo fa, ma quando abitavo a Grottaferrata io e un altro paio di squattrinati andavamo al campetto di tiro a volo sul Tuscolo, al "Quadrato dei Cacciatori" a raccogliere bossoli che poi ricaricavamo. Accortosi dell'accattonaggio in corso, il titolare del campetto (credo che fosse Ciaffoni) comincio' a rastrellare i bossoli dopo ogni sessione di tiro e a bruciarli. Vabbe' diciamo che uno che vende bossoli e cartucce magari cerca di tirare un paio di mezzi litri d'acqua al suo mulino...Un paio d'anni dopo stavo per emigrare e dovetti (ahime'!) vendere il mio Beretta s55b. Trovai un acquirente, che lo volle far vedere all'armeria Ciaffoni di Frascati. Lo accompagnai, perche' non mi fidavo dell'acquirente. Il fucile aveva avuto le bindelle laterali risaldate da un armaiolo di Ciampino, e dopo migliaia di colpi le chiusure, allentate, erano state strette dallo stesso armaiolo. Lo avevo detto all'acquirente. Ma il fucile era in ottime condizioni, le canne lucide dentro e fuori come nuove. Ciaffoni (a quell'epoca era giovane--e non so se fosse quello che ti ha modificato il calcio o un suo parente) guardo' il fucile e ne disse peste e corna, come se fosse un ferraccio da buttar via. Disse che 150mila lire era troppo, blablablabla. Io ripresi il fucile dalle sue mani e dissi all'acquirente davanti a Ciaffoni,: "Se lo vuoi dammi 150mila, o va' a quel paese." Mi diede cio' che chiedevo, e addio s55b.
    Tornato in Italia in vacanza un paio di anni dopo, andai a quell'armeria per comprare un bossolo cal. 24. Premetto che negli U.S. il 24 e' non solo assente, ma anche sconosciuto. Un mio amico che collezionava bossoli sapeva della sua esistenza in Italia e mi prego' di portargliene uno. Ma Ciaffoni rifiuto' di vendermene uno solo. "O si compra l'intera scatola da 50 pezzi, o niente." Fortunatamente un amico me ne diede uno. Forse si trattava di un'armeria diversa, forse il "tuo" Ciaffoni non ha niente a che vedere con l'Armeria di Frascati e non metto minimamente in dubbio la sua abilita' e competenza come armaiolo. Ma, che ti devo dire? Se fossi ancora in Italia di certo non metterei piu' piede in quell'armeria, anche se vendesse a tre centesimi l'una cartucce autoguidate i cui pallini virano anche a 90 gradi dalla traettoria iniziale inseguendo i selvatici senza pieta' fino a centrarli... Io sono fatto cosi'.

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  • palomba 70
    ha risposto
    .............fine

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  • palomba 70
    ha risposto
    .......continua.............

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  • palomba 70
    ha risposto
    Altre foto.....

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  • palomba 70
    ha iniziato la discussione Io,il Cosmi e........Alessandro Ciaffoni.

    Io,il Cosmi e........Alessandro Ciaffoni.

    La stagione venatoria si è appena conclusa e come di consueto si tira il bilancio del suo andamento.
    Le domande e le risposte sono quelle di routine,ma purtroppo nel mio caso se ne è aggiunta una diciamo poco gradita,una vera e propria grana.
    Purtroppo nel corso della stagione ho dovuto constatare lo scarso feeling con il mio fucile,se impegnato su tiri di accompagno bene o male me la sono cavata,ma su quelli che necessitavano di un'imbracciata veloce li sono uscite tutte le pecche del caso,avendo un calcio dx e io sono sinistro,provato e riprovato in più occasioni,il verdetto non è cambiato,e la cosa che mi preoccupava di più era il non capire dove finissero le fucilate,considerando che sparo ad occhi aperti.
    Già nel mese di ottobre avevo notato che qualcosina non quadrava,ma essendo comunque un'arma che posseggo da poco più di due anni,il mio pensiero era rivolto al fatto che avendola utilizzata poco mi mancasse un certo affiatamento,certo considerando che tutte le armi che posseggo hanno i calci plasmati per la mia imbracciata le speranze di trovare la quadratura del cerchio erano ridotte ai minimi termini,ma io comunque ho provato ad utilizzarlo come se niente fosse per non incappare ad ogni padella in facili giustificazioni.
    Il fucile in questione è un semiautomatico Cosmi,e la grana peggiore è quella che poco si può fare sul calcio,purtroppo in quest'arma i margini di lavoro per un'adattamento sono ridotti ai minimi termini.
    In me già si era fatta l'idea di portarlo a Torrette di Ancona alla casa madre per poter risolvere il problema,e cioè quello di costruirgli un calcio su misura,magari operazione non possibile in tempi brevi visto che comunque nei miei pensieri il nuovo calcio doveva essere ovviamente di radica adeguata al pregio dell'arma, e poi il calcio a pistola con relativa sostituzione anche del ponticello e guardamano,visto che quello presente è all'inglese,considerando il costo dell'operazione,già avevo messo in preventivo un'anno di stop dell'arma per poter disporre della cifra necessaria all'intervento.
    Il fatto di dover affrontare una simile spesa non è che mi spaventasse più di tanto,il fatto di tenere ferma una stagione l'arma si.Quando lo acquistai nel 2017,lo presi esclusivamente per averlo e ogni tanto portarlo,ma poi una volta che ho iniziato ad uscirci mi ha stregato e ho continuato a portarlo nonostante fossi consapevole che il"dispiacere"era sempre dietro l'angolo,figurarsi ora che dovevo metterlo a riposo per almeno una stagione.
    Ormai me ne ero fatto una ragione,ma alla provvidenza come si dice non c'è mai fine.
    Giovedì 31/01 mi reco a caccia e noto che mi si era spicchiata la parte superiore del calciolo dell'A303,chiamo l'armaiolo Alessandro Ciaffoni per sapere se ne aveva per sostituirlo e con l'occasione gli chiedo se può dare un'occhiata al mio Cosmi.
    Mi reco nell'armeria di famiglia,dove adiacente c'è la sua bottega di riparazione armi,la trovo come al solito sempre ordinata e per me che sono un ex militare fa sempre piacere notare certe cose.
    Veniamo al dunque,superata la formalità del calciolo del 303 e rifatti gli occhi su di un SO3 EELL su cui stava lavorando,inizia con la solita meticolosità a controllarmi l'imbracciata,e ne esce subito la situazione drammatica,dopo aver visionato il calcio, mi fa presente che si poteva provare con l'olio a caldo e pressa,nella peggiore delle ipotesi il calcio in radica non avrebbe preso la deformazione permanente del vantaggio a sx,ma sarebbe ritornato nella posizione originale,bene gli do l'ok a procedere dandogli massima fiducia in quanto già aveva lavorato su altri calci in radica in mio possesso con risultati eccellenti.
    Tutto bene? Ma neanche per sogno,dopo circa una settimana mi ricontatta dicendomi che un'attenta analisi gli aveva fatto bocciare l'olio a caldo e pressa,troppo alto il rischio di spaccatura del legno,e mi invita a recarmi in bottega per valutare altre soluzioni.
    Cosi feci,il problema principale mi faceva notare era che il calcio aveva un leggero vantaggio dx e il nasello era molto spostato a dx,un bel problema,tra cui mi faceva notare che anche il grilletto era dx e che sembra una sciocchezza ma ad un sinistro è un ulteriore elemento di disturbo.
    Iniziamo a fare tutte le prove per poter valutare la fattibilità o meno dell'intervento,con la realizzazione del calcio su misura dietro la porta ad aspettare.
    Dopo innumerevoli imbracciate e presa la consapevolezza della fattibilità del lavoro,inizia a lavorare di raspa sul lato dx del calcio,invitandomi a farmi una passeggiata per non assistere a quel vedere. Con la consueta meticolosità intervalla il lavoro alle imbracciate,denotando un costante miglioramento di centratura,ma esce fuori un'altro problema,il fucile imbracciato era storto,cioè non in linea con l'asse verticale dell'arma,e si riparte,prove su prove per verificare la situazione,alla fine decide con degli spessori di allungare leggermente il calcio,io gli faccio notare che a mio avviso il calcio è già troppo lungo per me,ma il professionista è lui e quindi mi limito solo a far presente la mia sensazione dandogli carta bianca,in effetti allungando il calcio di circa un cm l'arma si era riallineata all'asse verticale.
    Dopo circa due ore abbondanti di prove lascio la bottega,con la consapevolezza che ho affidato il mio giocattolo ad un serio ed esperto artigiano,con la frenesia di chi può solo aspettare per vedere l'opera compiuta.

    Gli interventi da effettuare erano i seguenti:

    deviazione nasello da dx a sx.
    Sagomatura del calcio.
    deviazione calcio a sx.
    costruzione calciolo in legno con zigrinatura e nuovo angolo di pich.
    rimboccolamento del calciolo.
    costruzione del tirante del calcio.
    rotazione del grilletto da dx a sx.
    finitura ad olio dei legni.

    Devo essere onesto,la curiosità nel vedere il tutto finito era ed è stata grande,il solo minimo particolare non conforme all'originale sarebbe stato poco gradito e digerito,ma la consapevolezza della bravura di Alessandro mi ha sempre fatto dormire sonni tranquilli.
    Cosi è stato,ritirato,il fucile calza come un guanto,lavoro eseguito in maniera impeccabile.
    Alessandro ha rispettato alla lettera il mio volere,cioè l'intervento doveva lasciare inalterate le caratteristiche originali dell'arma quali tasselli sul calciolo di bilanciamento e tirante a vista su calciolo a giorno,Ho assistito personalmente ad alcune fasi di lavorazione e mi ha impressionato la manualità e la disinvoltura con la quale esegue gli interventi,anche i più delicati,frutto di grande preparazione e professionalità.

    Per questo posso solo che ringraziarlo per non aver dovuto interrompere il mio sogno.

    Allego le foto di alcune fasi di lavorazione fino a lavoro finito,ringraziandovi della pazienza nella lettura di questo post.

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