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Licenze facili e troppe armi in casa»

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  • giovannit.
    ha risposto
    La .22 uccide se colpisce nel punto giusto. In un conflitto a fuoco, se non sei Tex Willer quasi sempre e' difficile colpire del tutto a causa dell'adrenalina, della paura, della luce sfavorevole, di tanti altri fattori, figurati poi se riesci a colpire dove "conta." La .22 ha poche footpounds di shock. Lo shock e' cio' che ferma un aggressore. Lo scopo dello sparo o degli spari e' "fermare", non uccidere. Si' una .22 in un polmone uccidera', ma magari venti minuti dopo. Intanto in quei venti minuti sai che ti fa l'aggressore?
    La .22 era ed e' usata per l'assassinio. La Mafia americana usava spesso .22 automatiche caricate con cartuccine standard subsoniche e munita di silenziatore. Non solo la mafia, ma anche Speznatz, il KGB, la CIA e altre organizzazioni spionistiche e simili hanno usato lo stesso sistema. Ma e' il metodo usato che conta: in genere due sicari si avvicinano da dietro alla vittima e a brevissima distanza gli sparano sette o otto volte alla nuca. Non c'e' rumore. La vittima cade col cervello spappolato, i sicari intascano le pistole e se ne vanno in maniera da non attrarre l'attenzione.

    Tu dici che con un paio di pallottoline cal. .22 in una gamba l'aggressore non ti puo' inseguire se scappi? Lui no, ma se ha anche lui un'arma da fuoco non deve inseguirti se scappi, ma le pallottole si'...

    Scappare dopo aver sparato? Scherzi? Per carita', non dire certe cose su un forum pubblico. Scappare dalla scena di una confrontazione a fuoco per legittima difesa e' una dichiarazione di colpevolezza. Ti inguaieresti a non finire...

    Un consiglio a quelli che usano una pistola cal. .22 per difesa personale: Limate il mirino completamente, in modo che non ne sporga neanche un pezzetto. Perche'? Perche' dopo che gli avete scaricato l'arma addosso, e' capace pure che si incaz2i e vi tolga la pistola di mano e ve la ficchi nel "sottofondo." E senza mirino fa meno male!

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio
    Con una cal. 22 in una gamba, quello non se ne sarebbe manco accorto!!!!
    Mi sembra di aver già detto che i servizi segreti di un paese all'avanguardia per tecniche antiterrorismo, in alcuni contesti utilizzavano la Beretta mod. 71 in cal 22. Come per la caccia, la scelta del calibro e del proiettile viene fatta in base all'ambiente e alla tecnica che si intende applicare. Non ci sono vie di mezzo, chi porta una cal 22, per difesa personale o è bravo ad utilizzare l'arma o di armi e di come difendersi non sa niente di niente. Giovanni, e con due colpi di cal. 22 in una gamba credi che chi li ha ricevuti riuscirebbe a stare dietro a chi ha sparato per difendersi e dopo è scappato? Una pistola in cal. 22 non è come l'Oklahoma a gommini di plastica, che comunque se sparati sulle gambe a distanza ravvicinata facevano male, specialmente con i pantaloncini corti. Una Mitraglietta Skorpion in cal 7,65 Br. può essere molto più efficiente di un AK47 che utilizza il 7,62X39. Dovresti sapere che la maggior parte dei bracconieri utilizza carabine in cal 22, sia per il capriolo che per il cinghiale. Non sono un esperto balistico, ma i morti che ha fatto il mostro di Firenze li ha fatti tutti con una cal. 22.

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  • walker960walker
    Utente registrato

  • walker960walker
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 germano56 Visualizza il messaggio
    L'estrazione è importantissima, basta impugnare l'arma un pochino fuori l'ordine della consuetudine che la precisione va a farsi benedire.
    --------------------------------------------------------------------------
    Andiamo sulla tecnica qua...mi piace.Innanzi tutto in questi casi la fondina gioca un ruolo fondamentale. Essa deve essere ad estrazione rapida.La devi sistemare in modo che il polso arrivi più o meno al calcio. inoltre più coricata in avanti è e meglio è. La cintola deve essere serrata bene, ma non deve dare fastidio. Poi...tanto, tanto, allenamento, non solo nell'estrazione, ma anche nella posizione del corpo, che deve essere con le gambe leggermente divaricare e piegate, l'operazione va fatta in contemporanea con l'estrazione, tanti movimenti in una volta sola. Flesso sulle ginocchia, una volta che l'arma è stata portata al centro del tuo petto, in quell'istante tutti e due le mani devono aver impugnato l'arma. se il bersaglio è vicino si spara di direzione, se lontano si mira, ma senza perdere tempo, si lasciano partire due colpi in rapida successione e ci si abbassa velocemente sulle ginocchia, delle quali il sx appoggiato a terra, (se sei dx, altrimenti se mancino il dx), Appoggiare il gomito dx sul ginocchio dx, tenendo il braccio dritto verso il bersaglio, abbassare la testa e cercare il mirino della pistola, tra la tacca di mira,sfiorandolo con l'occhio. Un eventuale fallimento dei primi due colpi, verrà corretto dal terzo, se ce ne sarà di bisogno.
    Se l'energumeno cade a terra con i primi due colpi, non avvicinarsi nell'immediato e non prima aver visto dove si trova la sua arma, se ancora in mano o se per terra, assicurarsi che non si muova o che magari si muova lamentandosi.Una volta assicurato, senza MAI perdere di mira il bersaglio, avvicinarsi repentinamente e cercare di allontanare la sua arma con un piede cercando di allontanarla da lui. Sempre tenendolo sotto tiro, girarlo con un piede, (se a faccia in giù).....ecc....le azioni che vengono dopo interessano solo alle forze dell'ordine.

    P.S. da civile, puoi anche non avvicinarti, anzi non devi. Basta dare l'allarme chiamando le forze dell'ordine.

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  • walker960walker
    Utente registrato

  • walker960walker
    ha commentato in risposta
    Con una cal. 22 in una gamba, quello non se ne sarebbe manco accorto!!!!

  • tritex
    ha commentato in risposta
    Si lo seguo anche io ma la linea della rete appunto è abbastanza schierata, Mentana a volte riesce a essere super partes .

  • marbizzu
    ha commentato in risposta
    Il programma lo seguo tutte le sere, lo trovo interessante. Ma mi piacerebbe un giornalismo più neutrale o almeno più moderato nell'esporre i fatti. Invece viene dirottato in quella corrente di pensiero.

  • tritex
    ha risposto
    Originariamente inviato da marbizzu Visualizza il messaggio
    Ieri sera a la7 al programma "In onda" in quel covo di comunisti, la giornalista
    Mettila come ti pare a me Concita mi è sempre piaciuta, l'unico difetto che ha è che abbastanza sinistroide, ma volendo ci si può passare anche sopra.

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  • germano56
    ha risposto
    I porta valori, hanno un porto d'arma diverso, per il rinnovo devono fare, una prova pratica. Logicamente per essere sicuri di superare la prova, sono costretti a fare i tiri di mantenimento. I sottufficiali, delle forze armate, il porto lo possono avere gratis, o pagamento, gli ufficiali possono portare qualsiasi arma non in dotazione senza porto d'arma.
    Ci sono anche altre categorie dove è previsto il rilascio, anche senza giustificato motivo. I corsi fatti bene per l'ottenimento della licenza di caccia non sono facili da superare, specialmente dove sono previsti il superamento di una prova di tiro con la canna liscia e rigata.

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  • marbizzu
    ha risposto
    Ieri sera a la7 al programma "In onda" in quel covo di comunisti, la giornalista ha tirato fuori che in Italia i porto d'armi si davano con estrema facilità lasciando la gente di andare in giro armata, facendo capire che di leggi sulle armi ne sapesse veramente poco. Mi sono scialato (goduto) la risposta di Gratteri in cui ha detto che i porto d'armi per uso caccia erano abbastanza facili averli, ma quelli per difesa personale bisognava oltre ai rilasci di idoneità psicologica, si doveva andare al poligono per dimostrare si saper maneggiare un'arma, in oltre dovevi avere certi requisiti come essere forza dell'ordine o lavorare con portavalori per avere il rilascio. La giornalista in difficoltà ha replicato dicendo che comunque le persone malate di mente non andavano armate ed ha cambiato argomento. Questi vivono nel loro piccolo mondo fatto di ideologie e non sanno veramente i problemi del popolo Italiano.

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  • erchiappetta
    Cacciatore Onorario

  • erchiappetta
    ha commentato in risposta
    E' certo che il modo d'affrontare il conflitto a fuoco sarà più o meno efficace a seconda del grado di preparazione e ,soprattutto, dalla "freddezza" emotiva di chi avrà la sfortuna di trovarcisi coinvolto 🙄!

  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da erchiappetta erchiappetta Visualizza il messaggio
    Tutto giusto....tutto utile ! La velocità, la perfetta conoscenza dell'utilizzo dell'arma , il saper valutare e prevenire,ecc....sicuramente importanti e devono far parte delle conoscenze e capacità di chi porta un arma x difesa personale!Ma poi !?! Chi sarà in grado di gestire una cotanta scarica adrenalinica?!?
    Ogni persona può reagire in modo diverso, una cosa è certa, chi si prepara e si allena cercando di raggiungere in allenamento un profitto del 100% in una reale azione di pericolo, potrà dare il 70% ma sicuramente meglio di uno che porta la pistola solo perchè ha il maneggio delle armi. Il porto d'arma per difesa personale, per alcuni è uno status symbol, non hanno necessità di imparare a difendersi con l'arma. Quello che ho scritto in precedenza era proprio questo, chi ha necessità di andare in giro con l'arma, deve dimostrare teoricamente e praticamente (efficienza operativa) di saper utilizzare l'arma in massima sicurezza e di riuscire a colpire qualche bersaglio con precisione. Perso che l'80% dei possessori di porto per difesa non sa correre con l'arma in pugno.

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  • giovannit.
    ha risposto
    Originariamente inviato da erchiappetta Visualizza il messaggio
    Tutto giusto....tutto utile ! La velocità, la perfetta conoscenza dell'utilizzo dell'arma , il saper valutare e prevenire,ecc....sicuramente importanti e devono far parte delle conoscenze e capacità di chi porta un arma x difesa personale!Ma poi !?! Chi sarà in grado di gestire una cotanta scarica adrenalinica?!? Ogni situazione fara' testo a se in quel determinato frangente e spesso molto di quel che s'è appreso andrà a farsi benedire in quegli attimi concitati ! Lo si vede spesso nei centinaia di video su' YouTube di conflitti a fuoco o più maccheronicamente nei miei 30anni di frequentazione d'italici poligoni x pistola ! Diciamo che un paio di cose l'ho capite : chi mena (spara) x 1°.....mena 2 volte .....e che se a un cinghiale spari a bruciapelo in un occhio con una 22.....muore.....e anche che se ci vai con una bella Brenneke del 12....magari è meglio .

    Un saluto
    Verissimo. La preparazione mentale e fisica e' importantissima. Ma... Guarda i soldati in guerra, mesi ed anni di preparazione, ed ai primi fischi di pallottole sopra la testa certi si cacano addosso si buttano a faccia in terra e cominicano a chiamare MAMMAAAA!!! Ma... E se non fossero stati preparati? Quale sarebbe la percentuale di cacati?
    La verita' e' che non saprai mai come reagirai nel momento estremo. Cio' che accade in quel momento non puo' essere simulato in un poligono, o in una Hogan's Alley, o in qualsiasi situazione nella quale non c'e' qualcuno che se non lo meni prima tu mena te due volte. Francamente parlando, con tutti i corsi teorici e pratici che ho fatto, non solo non so come reagirei io, ma non lo voglio neanche sapere! Perche' l'arma da difesa e' come l'assicurazione contro glli incendi. Ce l'hai, ma non e' per questo che vorresti che la casa tiprendesse fuoco... Forse la cosa piu' simile ad una confrontazione con un malvivente che ha un'arma capace di uccidere fu la confrontazione che ebbi con un orso Kodiak. Reagii logicamente, freddamente, bene, senza timor panico (con l'orso a otto metri da me con un atteggiamento aggressivo). Ma un orso non e' un essere umano.

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  • erchiappetta
    Cacciatore Onorario

  • erchiappetta
    ha risposto
    Tutto giusto....tutto utile ! La velocità, la perfetta conoscenza dell'utilizzo dell'arma , il saper valutare e prevenire,ecc....sicuramente importanti e devono far parte delle conoscenze e capacità di chi porta un arma x difesa personale!Ma poi !?! Chi sarà in grado di gestire una cotanta scarica adrenalinica?!? Ogni situazione fara' testo a se in quel determinato frangente e spesso molto di quel che s'è appreso andrà a farsi benedire in quegli attimi concitati ! Lo si vede spesso nei centinaia di video su' YouTube di conflitti a fuoco o più maccheronicamente nei miei 30anni di frequentazione d'italici poligoni x pistola ! Diciamo che un paio di cose l'ho capite : chi mena (spara) x 1°.....mena 2 volte .....e che se a un cinghiale spari a bruciapelo in un occhio con una 22.....muore.....e anche che se ci vai con una bella Brenneke del 12....magari è meglio .

    Un saluto

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da giovannit. giovannit. Visualizza il messaggio
    La velocita' d'estrazione non conta un cavolo, perche' se devi estrarre velocemente significa che hai incasinatto tutto cio' che avrebbe dovuto precedere l'estrazione.
    Conobbi una persona che mi ha rotto gli oni, ripetendomi continuamente, "velocità, potenza di fuoco e movimento" forse si sbagliava. Giovannit, di fatto c'è che una persona è stata fermata da un solo colpo di pistola in cal. 22 L.R.

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  • giovannit.
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Ogni storia è diversa. Qualche anno fa un poliziotto ha fermato un assassino colpendolo alla gamba. Aveva ancora la pistola in mano con la quale aveva ucciso due poliziotti. Mi sembra che nessun giudice lo ha condannato per un aver sparato al torace. Giovannit, non credo che una persona in un conflitto a fuoco a breve distanza va a cercare il punto preciso e non la zona. In quei frangenti il tempo è oro, chi tira per primo è avvantaggiato, specialmente se bisogna estrarre l'arma. L'estrazione è importantissima, basta impugnare l'arma un pochino fuori l'ordine della consuetudine che la precisione va a farsi benedire. I professionisti lo sanno, l'allenamento all'estrazione diventa più importante di un allenamento a fuoco, dovrebbe diventare una "frenesia". Molto probabilmente il Poliziotto era a buona distanza e aveva già l'arma in pugno, quindi ha mirato al punto preciso del corpo, ha invalidato il delinquente senza ucciderlo. Siete sicuri che con una palla in piombo di cal. 22 in una gamba una persona sarebbe riuscita a muoversi come prima?
    No, ma con una palla di 9x19 o.45 ACP o 10 mm o .3577 magnum nel "bersaglio grossso" (centro del petto) e' poco probabile ma sempre possibile che uno riesca a rispondere al fuoco. Uno che si intende di pistole e del loro uso (perdonami se non uso falsa mdestia e mi annovero fra i cognoscenti di tali armi, del loro uso, e di tante altre cose connesse che neanche parecchi poliziotti italiani ed americani spesso sanno). Prima di tutto, una pistola dei tipi comunementi usati dalla polizia o dai civili e' un'arma poco affidabile per quanto riguarda l'incapacitazione di un avversario non sotto l'influenza di droghe varie, e ancora meno se l'avversario e' drogato, anche con semplici opioidi che ammortizzano il dolore. Poi non ti dico con le droghe che gli impediscono di subire shock . Pensa ai juramentados delle Filippine, che dopo aver incassato 6 colpi di .38 erano ancora capaci di decapitare la loro vittima desgnata con un colpo di bolo (machete). Pensa a quel tale che incasso' se ben ricordo 14 colpi di .45 e finalmente cadde (forse perche' troppo appesantito dalle pallottole) ma portato all'ospedale sopravvisse. Pensa a Giovanni Paolo Secondo che incasso' due o tre palle di 9x19 e sopravvisse. Pensa a Rodney King, ripieno di PCP, che sebbene manganellato violentemente e colpito una dozzina di volte col taser ancora combatteva e stendeva poliziotti a destra e a manca. Una pallottolina della .22 non ti ferma e non provoca un granche' come shock. Ma... ma ci sono tanti "ma." Ogni episodio e' un caso individuale. Un individuo colpito da diverse palle di pistola che non lo hanno leso nel sistema nervoso centrale puo' continuare a sparare. Magari poi muore, ma intanto ha ammazzato te. Un altro, colpito alla mano da una pallottolina di .22 Short, crolla come fulminato. L'unica certezza di neutralizzare (cioe' rendere l'avversario incapace di farti del male) e' la lesione diretta o indiretta del sistema nervoso centrale, i.e. cervello e spina dorsale. Ecco perche' si mira al centro di massa, il petto. Ed ecco perche' guardie del corpo, Servizio Segreto, e tanti corpi di polizia e forse armate speciali praticano il Mozambique Drill: due colpi nel mezzo del petto ed uno in fronte quando l'avversario e' armato, sia di arma da fuoco che da taglio.
    Certo, con una .44 Magnum e palla espansiva, o meglio ancora con una .500 S&W a punta cava un solo colpo dovrebbe bastare. Si spera. Ma chi porta un cannone per difesa personale? Dirty Harry? Le cose sono diverse con le armi lunghe, che hanno piu' velocita' e piu' kilogrammetri o footpounds, o Jules a loro disposizione. Ma quello e' un altro discorso.
    La pistola non e' un raggio della morte. Non assicura l'incapacitazione IMMEDIATA dell'avversario.
    Per quanto riguarda l'estrazione veloce di cui parli, tieni in mente che i conflitti a fuoco non some come le puntate di Bonanza o Rawhide, o gli exploits di Clint Eastwood. Se qualcuno gia' ti punta un'arma da fuoco addosso prima che tu ti renda conto che avresti gia' dovuto avere la pistola in mano, sei fottuto in partenza. Nessuno puo' battere una pistola gia' estratta. E' vero che bisogna addestrarsi a fare un'estrazione liscia, senza intoppi (niente "frenesia" ed alta velocita', ma consistenza) e ad impugnare l'arma coorrettamente, ma da noi si dice "non si puo' mancare cosi' velocemente da colpire. Lascia il "fast draw" ai films di John Wayne. Per esempio, Wyatt Earp, che in tanti conflitti a fuoco non ebbe mai una scalfittura, estraeva e sparava quando il malvivente aveva gia' sparato due o tre colpi e per la fretta lo aveva mancato. Invece lui impugnava bene, mirava accuratamente, e solo allora sparava. E l'avversario stramazzava. E' questione di tempismo, nella vita vera, non il surrogato di Hollywood: la pistola non deve lasciare la fondina a meno che non sia assolutamente necessario, ma mai quando e' troppo tardi. E' tutta questione di mind over matter e memoria muscolare. Allenamento? Si' tanto, ma non solo nell'estrarre e sparare, ma anche nel decidere se sparare o no, nel trovare una posizione sicura, come dietro un muro o un'auto, o in mancanza stesi sull'asfalto per diminuire la superficie "mirabile.," e tanti altri trucchi, che ho imparato insieme agli State Troopers dell'Alaska da personale specializzato. Lo sparo e' soltanto la culminazione (che se evitabile si deve assolutamente evitare) alla fine di una catena di movimenti, risorse, trucchi, ecc. La velocita' d'estrazione non conta un cavolo, perche' se devi estrarre velocemente significa che hai incasinatto tutto cio' che avrebbe dovuto precedere l'estrazione. Oh, sparare ad un avveersario armato e' una cosa seria. Uccidere e' una cosa seria. Morire e' una cosa seria. Meglio imparare dagli esperti che da chiunque non abbia mai imparato da chi e' un vero esperto. Io, butto le mani avanti per non cadere indietro: non sono un vero esperto. Non posso e non voglio insegnare niente a nessuno. Ma almeno ho fatto diversi corsi teorici e pratici e mi tengo al corrente degli aspetti legali e strategici della legittima difesa leggendo e ascoltando cio' che i veri esperti insegnano. Chi vuole usare armi per difesa personale e' bene che faccia lo stesso, perche' o va a finire ammazzato, magari con la sua stessa pistola, o finisce in galera--se mai si trovasse nel "gravest extreme," nell'estremo piu' grave, il momento della verita', nel quale io spero, anche se piu' preparato di tanti, di non trovarmi mai.

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