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    di Antonio BUONO*

    Le api stanno scomparendo, l’allarme ormai è planetario e tra i fattori che hanno una responsabilità diretta ci sono i pesticidi utilizzati nell’agricoltura industriale.
    Pomodori, mele, fragole, mandorle e altre deliziose colture, sono il frutto dell’impollinazione di insetti come api, bombi e farfalle.
    Da alcuni anni in tutta Europa si sta verificando un declino nelle popolazioni di impollinatori, api in particolar modo.
    Senza questi insetti, in pochi anni, molti alimenti potrebbero non arrivare più sulle nostre tavole.
    Siamo di fronte ad un allarme che potrà avere gravissime conseguenze per l’alimentazione umana.
    Già a partire dagli anni ’90 molti apicoltori hanno iniziato a segnalare un’anomala diminuzione nelle colonie di api, sia domestiche che selvatiche, le quali rivestono un ruolo fondamentale nella produzione di cibo.
    Un nuovo studio commissionato dall’American Bird Conservancy ha valutato con molta attenzione, l’impatto dei neonicotinoidi sulla catena alimentare.
    Le sue conclusioni sono sconcertanti sugli effetti di questi pesticidi: persistenza, solubilità, tossicità e mobilità dei pesticidi costituiscono una minaccia unica, in particolare per gli ecosistemi acquatici, dove il deflusso agricolo può causare danni permanenti alle popolazioni acquatiche di invertebrati e di tutti gli organismi che dipendono da loro per il cibo, uccelli compresi!
    Tra l’altro, lo stesso rapporto ignora le prove di tossicità per gli uccelli e i piccoli mammiferi, creature note per mangiare i semi appena piantati, anche quelli pieni di pesticidi, soprattutto Imidacloprid, Clothianidin, Thiamethoxam e Aacetamiprid.
    Lo studio individua l’Imidacloprid come altamente tossico per gli uccelli, rilevando che un solo chicco di mais trattato può uccidere piccoli uccelli e creare gravi malattie a quelli grandi.
    Più allarmanti ancora sono i dettagli sugli scarichi agricoli con contaminazione degli ambienti acquatici, spesse volte circondati da appezzamenti di terreni coltivati con ortaggi che la catena alimentare, riporta sulle nostre tavole.
    I neonicotinoidi, che agiscono sul sistema nervoso centrale, possono persistere nel suolo fino a due anni e sono altamente solubili in acqua.
    Tra le raccomandazioni dell’American Bird Conservancy, per mitigare previsioni a dir poco desolanti, c’è il divieto di utilizzare i neonicotinoidi come trattamento delle sementi e sospendere tutte le domande di immissione in attesa del completamento degli studi dell’impatto sugli uccelli, invertebrati acquatici e altri animali selvatici.
    Si tratta di un problema di estrema gravità in tutto il mondo,
    in particolare nell’occidente, laddove le politiche di sfruttamento sfrenato delle risorse naturali stanno mettendo a rischio l’integrità dell’ambiente e la stessa sopravvivenza dell’uomo.
    Sarebbe necessaria una seria riflessione prima che sia troppo tardi, poiché da parte di pochissime multinazionali e persone fisiche, c’è in atto un meccanismo di depauperamento che sta producendo povertà e rischi per il resto dell’umanità.
    E’ altresì inopportuno cercare capri espiatori di comodo e facili da poter demonizzare per meschini interessi, c’è in gioco la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.
    *Cacciatore a vita
    Portavoce Nazionale Movimento politico Scelta Etica
    Coordinatore MSE Ischia
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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