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SOS MORIGLIONE: CONCLUSE LE ANALISI DELLE ALI DELLA SCORSA STAGIONE

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  • Sos moriglione: Concluse le analisi delle ali della scorsa stagione



    Primi risultati per il progetto basato sulla raccolta delle ali. Un grandissimo “grazie” a tutti coloro che hanno partecipato alla ricerca e hanno inviato il materiale

    Roma, 24 settembre – L’Ufficio Studi e Ricerche della Federcaccia, in collaborazione con ACMA, ha concluso l’analisi delle ali dei moriglioni ricevute nella passata stagione 2019/20. Sono state 306 le ali analizzate, risultato che come primo anno possiamo considerare discreto, in vista di un aumento per la stagione appena cominciata, grazie alla possibilità di partecipare inviando una fotografia senza la necessità di un lavoro di preparazione dell’ala da spedire fisicamente.

    La composizione in classi di età e sesso del totale delle ali (vedi grafico), ha dimostrato l’elevata presenza di maschi adulti, ma anche una buona presenza di giovani: infatti il rapporto giovani/femmine adulte è di 6,3, parametro che rappresenta l’indice con cui si valuta il successo riproduttivo.

    Essendo solo il primo anno di studio, non sono possibili valutazioni particolari, se non quella che l’Italia sia stata raggiunta da molti soggetti giovani durante l’autunno 2019 e parte dell’inverno 2020.

    Un altro dato interessante, piuttosto comune in tutte le specie di anatidi, è che la classe delle femmine adulte è la più scarsa, a conferma di una possibile elevata mortalità durante la cova e le cure parentali.

    Altro risultato particolare è la maggior presenza di femmine giovani rispetto ai maschi giovani, cioè il contrario di quanto accade negli adulti; tuttavia questo dato va rivalutato con un campione più ampio e con la ricerca di quest’anno in cui sarà visibile il soggetto intero. Infatti, quando nelle ali mancano le piume scapolari, può essere difficile determinare il sesso dell’animale, mentre è facile identificare l’età.

    Rimandiamo a un articolo completo sulle pagine del “Cacciatore Italiano” dove esporremo i dati completi, e soprattutto invitiamo tutti gli appassionati di questa caccia a collaborare alla ricerca nella stagione appena cominciata, seguendo le istruzioni che è possibile trovare sul sito nazionale della Federazione Italiana della caccia al link http://www.federcaccia.org/news_show.php?idn=7773

    Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche ed Agro Ambientali

    Dott. Michele Sorrenti – Dott. Marco FasoliSi ringraziano per la preziosissima collaborazione: Fabio Maurizio Langianni, Lionello Marcato, Oliver Martini, Filippo Para, Maurizio Ruggiero, Marco Fasoli, Gianni Berti, Michele Vitali, Aldo Berardi, Luca Rivalta, Maurizio Turci, Guido Gaudenzi, Daniele Mazzotti, Daniele Solfrini, Giovanni Valentini, Christian Toni, Ernesto Clementi, Alberto Bocchi, Andrea Cecchini, Giovanni Valerani, Matteo Pepe, Paolo Pascucci, Patrick Ercolani, Luca Benini, Pino Torrigiani, Daniel Tramontana, Massimo Paolino, Alfonso Lenzoni.

    • giovannit.
      #1
      giovannit. commentata
      Modifica di un commento
      Presumo che la maggiore mortalita' di femmine adulte in cova sia dovuta a predatori pelosi e/o pennuti. Non conosco il moriglione (e' la stessa anatra chiamata anche "morettona"?) ma e' molto simile, una cugina abbastanza vicina, di secondo se non di primo grado, alla nostra "canvasback."
      Anche la canvasback aveva passato momenti brutti ed un declino, ma e' in aumento. Francamente parlando, non so che misure siano state prese negli U.S. per incrementarne la popolazione, oltre allo stabilire limiti di carniere molto severi, che sussistono tuttora. Non so se le anatre tuffatrici possano usufruire delle cassette sopraelevate piazzate su un palo a prova di arrampicata nel mezzo di laghi e paludi. Non credo siano capaci, come le anatre di superficie, di alzarsi in volo verticalmente per entrare nella cassetta/nido.
      Purtroppo la concezione di "animale nocivo" di una volta e' divenuta anatema ai giorni nostri. Oggi spesso i nocivi vengono reintrodotti in aree che non sono piu' come una volta ma antropizzate e sbilanciate ecologicamente cosi' che i "nocivi" (io preferisco chiamarli proprio cosi') possono moltiplicarsi in maniera spropositata e naturalmente decimare specie che nel passato, quando c'erano altre prede a portata di zanne o artigli erano meno perseguitate. Non si puo' riportare la natura ad epoche passate, anche se ai buonisti sembra una buona cosa provarci--a scapito poi dell'ambiente e delle altre specie autoctone che, sempre a causa dell'antropizzazione, hanno un habitat ristretto e sopportano molto meno la predazione. Il cacciatore deve obbedire ai limiti imposti dalla legge. Il lupo, il falco, l'orso, i corvidi, le donnole, ecc. non e' che obbediscano alle leggi umane.
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