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FIDC ANCONA. TRASFORMISMI E STRANE ALLEANZE

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  • Fidc ancona. Trasformismi e strane alleanze

    Non è passato molto tempo - e ancora qualche volta continua ad accadere - da quando la nostra Federazione veniva accusata di aver tradito i cacciatori per aver stretto insieme ad altre sigle un accordo, che con la caccia intesa come prelievo nulla aveva a che fare, con Legambiente.

    Ci fa piacere scoprire che questa forma di ideologica prevenzione nei confronti di questa ultima associazione che, questo va riconosciuto, almeno fra quelle animal-ambientaliste è la meno radicale sembra non essere più valida oggi.

    Perché diciamo questo? Per spiegarlo è necessario fare un po’ di storia dell’ATC Ancona 1.

    Negli ultimi tre rinnovi del comitato direttivo dell’Ambito abbiamo assistito al trasformismo assoluto. Il rappresentante Arci caccia eletto come rappresentante dei cacciatori dieci anni fa, 5 anni dopo si ricandida per il rinnovo del Comitato, ma viene bocciato dall’assemblea ed è costretto ad uscire… ma per poco. All’indomani della votazione infatti, la Provincia di Ancona lo nomina, casualmente proprio lui, quale proprio rappresentante! Sembra la storia del gatto che fai uscire dalla porta e ti rientra dalla finestra.

    Passa altro tempo, emerge la bufala dei numeri di Arci caccia a livello regionale e con il principio della rappresentatività la loro presenza viene ridotta ai minimi termini all'interno dell'assemblea. Ma per i poveri paladini della “giusta caccia" le disgrazie non finiscono qui: il decreto Del Rio è crudele e con le Province, distrugge anche la roccaforte dei “compagni". Ora la questione si fa molto seria. L'ultima speranza di essere qualcuno e di ambire ad una sedia che a tutti potrebbe spettare tranne che a loro, finisce. Sembra restare solo un mucchio di cenere.

    Ma attenzione. La cenere rievoca alla mente dei paladini della sovranità popolare un figura mitologica: l’Araba Fenice!

    E allora ecco la brillantissima idea: il cambio della casacca! Ma non una casacca qualsiasi. Del resto quando le cose si fanno vanno fatte per bene! E così il nostro non indossa quella della concorrenza, ma addirittura quella del “nemico”: il cacciatore diventa ambientalista!

    Proprio così. Legambiente candida come suo unico rappresentante “l'arcicacciatore", e con questo esempio di coerenza da parte di entrambe le associazioni, il nostro affezionatissimo alla poltrona raggiunge il suo obbiettivo.

    Ma la coerenza è merce rara. E ora ve lo dimostriamo.

    Siamo sempre nell'Atc Ancona 1. Dopo la nomina del comitato, il primo consiglio si riunisce per le nomine.

    Viene eletto presidente il rappresentante Federcaccia. Giustamente viene proposta la vice-presidenza agli agricoltori, rappresentati con due componenti della Coldiretti e uno della Cia.

    A dimostrazione del proprio impegno a difesa e tutela degli interessi dei propri iscritti cosa fanno le due associazioni? Declinano la carica e fanno molto di più: propongono a garanzia di una corretta gestione del territorio che tenga presente le istanze dei loro associati chi? Ma è ovvio: la figura che meglio interpreta questo pensiero non può essere altro che il rappresentante di… Legambiente!

    Sì, avete letto bene. Noi a questo punto ci arrendiamo, pensando che di fronte a un tale atteggiamento non resti che affidarsi al consiglio dei grandi saggi. E tra sostegni palesi e voti sommessi, astenutosi soltanto il rappresentante Federcaccia, ecco che il nostro camaleonte, su proposta agricola viene eletto vice-presidente con il benestare anche delle altre associazioni venatorie presenti (Liberacaccia e Italcaccia).

    Lasciamo al lettore ogni libero commento...

    Ora ci chiediamo: ma Coldiretti, che ha avuto il coraggio di autosospendersi dagli Atc marchigiani nel precedente mandato, lasciando di fatto senza rappresentanza quasi il 70% degli agricoltori della regione e oggi per rafforzare la sua posizione rinuncia alla vice-presidenza, che interessi di categoria persegue? E le richieste avanzate insistentemente per avere l’autorizzazione ad abbattere qualsiasi specie di ungulato che si presenti sui loro terreni, a chi chiederanno di metterle in pratica, ai tesserati Legambiente?

    E questi ultimi, sanno di essere rappresentati da un cacciatore? Saremmo lieti che finalmente non trovassero in questo niente di strano, ma ci permettiamo di avere dei forti dubbi. E voi?




    Federcaccia Provinciale di Ancona







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