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TIRARE IL GRILLETTO PUO’ CAMBIARE MOLTE VITE…

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  • Tirare il grilletto puo’ cambiare molte vite…

    Domenica 30 settembre in provincia di Imperia si è consumata un’immane tragedia che ha coinvolto due giovani: l’uno, cacciatore di ventinove anni, ha incautamente esploso un colpo di carabina durante una battuta al cinghiale; l’altro, un diciannovenne che si trovava in zona, è stato mortalmente ferito. Dopo prime informazioni che facevano apparire la vittima come un semplice escursionista, ora sembra che quel giovane avesse con sé un fucile che non poteva possedere ed usare, e non fosse lì per caso.

    Di fronte ad un simile dramma non c’interessa nemmeno più sapere il perché o il per come, dato che al cospetto di una vita che si spegne ogni discussione diventa superflua, ma questa vicenda ha innescato una serie di inusitate polemiche, e la diffusione di notizie distorte con velenose accuse verso il mondo venatorio. E così ha cominciato il Ministro dell’Ambiente lanciando l’idea di vietare la caccia alla domenica, ma presto alla sua richiesta si sono accodate le solite associazioni ambientaliste e animaliste chiedendo ancora una volta l’abolizione della caccia, supportate in ciò da una stampa mai troppo tenera con caccia e cacciatori, spesso dipinti come truculenti e pericolosi soggetti che imperversano tra campi, colli e montagne, riversando piombo qua e là per uccidere povere bestiole.

    Niente di tutto ciò è vero, perché il mondo venatorio è ben conscio delle responsabilità che gravano sulla sua categoria, e da sempre s’è mosso per garantire la massima sicurezza non solo di chi caccia, ma ancor più delle persone che potrebbero entrare in contatto con i cacciatori; e se non basta ancora faremo di più! Bisogna però rifuggere da spinte ideologiche ed emotive, forse comprensibili in un momento come questo, ma foriere di prese di posizione che alla fine dividono ed accendono gli animi, nessun contributo apportando ad una problematica come quella della gestione di ambiente e delle sue risorse come la fauna selvatica, che ha nell’attività venatoria un suo primario ed indispensabile attore. Siamo i primi a credere che il mondo venatorio debba ancor crescere in conoscenza e consapevolezza, farsi sempre più parte attiva per un sano e collaborativo rapporto con il mondo agricolo e le altre componenti della società; di certo lavoreremo alacremente per raggiungere l’obiettivo.

    L’incidente di Apricale, perché d’incidente si tratta, dovrà essere chiarito al più presto, e si dovranno assumere decisioni e prendere provvedimenti, fossero pure drastici e dolorosi, ma non può risolversi in un ingiusto e pregiudiziale j’accuse verso i cacciatori, perché la caccia non genera certo quello sterminio che si è raccontato su giornali e tv, e nemmeno è tra le attività umane ludiche quella che comporta più vittime; anzi, al contrario in un’ideale graduatoria ve ne sono di molto più pericolose come l’alpinismo o l’escursionismo e le attività di montagna, gli sport di mare, per non parlare poi di quelli motoristici, attività che ovviamente nessuno si sogna mai di mettere in discussione. La caccia, tra l’altro, in Italia, e ancor più in Piemonte, è già sottoposta a norme e leggi che sono tra le più rigide e severe d’ Europa.

    Questo dev’essere, e per noi lo è certamente, un momento di profondo dolore per la perdita di quel povero giovane, ma anche di riflessione e conforto per colui che, ne siamo certi, senza alcuna volontarietà ha tolta quella vita. Stringiamoci dunque attorno a quelle sfortunate famiglie, garantendo il nostro massimo impegno a far sì che tali disgrazie non accadano mai più. Con l’occasione vogliamo invitare tutti i cacciatori piemontesi ad usare la massima prudenza nell’esercizio della loro passione, indossando sempre abbigliamento ad alta visibilità, mantenendo le distanze di sicurezza da case o strade e, specialmente, prestando la massima attenzione prima di esplodere un colpo. Tirare il grilletto può cambiare molte vite, nel dubbio…meglio tutto rimanga com’è!
    Fonte: info@anlcpiemonte.it
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