Federcaccia Marche e le altre Associazioni venatorie regionali Liberacacia, Enalcaccia e ANUUMigratoristi, hanno firmato una nota di risposta alla lettera aperta indirizzata dal Presidente di Arcicaccia Marche Sperandio sul Calendario Venatorio regionale, che ha ricevuto l’aperto e pubblico sostegno da parte della sua presidenza nazionale. Di seguito il testo della nota congiunta FIdC, ANLC, Enalcaccia e ANUU.​

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CALENDARIO VENATORIO MARCHE: ARCICACCIA ALLA RICERCA DI SE STESSA!

MA CON CHI STA? DI SICURO NON CON I CACCIATORI!

Leggiamo, senza stupore, la lettera aperta di Arcicaccia Marche di qualche giorno fa e nel mentre salutiamo positivamente l’apertura al confronto e al dialogo della Giunta Regionale delle Marche nel valutare le proposte di calendario di FEDERCACCIA, LIBERACACCIA, ENALCACCIA ed ANUU, non condividiamo Arcicaccia che è contraria a ogni legittimo perseguimento di condizioni migliori per i cacciatori marchigiani.

Nessuno è depositario di verità assolute, men che meno nel campo della interpretazione e applicazione di leggi e norme, e non riconosciamo ad Arcicaccia nessun diritto, o merito, di arrogarsi la prerogativa di difensori della legalità venatoria, come se chi combatte per contrastare gli “antitutto” fossero dei pericolosi sovversivi!

Un invito alla riflessione, ovviamente per i miseri mortali non soggiogati dal pensiero e dalla scienza unici:

– se fosse giusta la lettura degli eventi fatta da Arcicaccia, a maggior ragione occorrerebbe combattere per cambiare leggi e regolamenti;

– se non fosse giusta saremmo in presenza di una applicazione surrettizia delle norme e quindi occorrerebbe combattere il doppio per contrastare ciò.

Quando Arcicaccia parla di proposte di specie contrarie a Direttive, sentenze o ordinanze o non sa di cosa parla o è in malafede: infatti, se da un lato vi sono pronunciamenti di TAR o del Consiglio di Stato che censurano i calendari venatori, dall’altro ve ne sono altri che li approvano. E allora perché prendere a riferimento solo quelli contro i cacciatori? Nella stessa Italia, nella stessa Repubblica, nello stesso Stato, con le stesse Direttive e leggi, in alcune regioni si può esercitare meglio l’attività venatoria e in altre no?

Non siamo noi a dover spiegare perché si vuole seguire gli esempi migliori. È Arcicaccia che deve spiegare perché vuol seguire quelli peggiori!

E ci permettiamo di suggerire che anche dai pronunciamenti non favorevoli si evincono le mancanze che vanno colmate, e compete alle regioni organizzarsi per ben motivare gli atti qualora non disponessero di materiale idoneo.

Il “non fare” si traduce in una attività contro i cacciatori!

Però comprendiamo questa spasmodica ricerca di se stessa da parte di Arcicaccia, visto che solo sporadicamente la incrociamo nelle aule di giustizia a difendere i calendari; né abbiamo notizia di suoi lavori, studi, ricerche che possano rappresentare una base di confronto e di critica tecnico-giuridica rispetto ai pareri dell’ISPRA.

E invece di denigrare i lavori di altri, pagati dai soci, che servono eccome per difendere tempi e specie di caccia, in Parlamento e nei tribunali, ci aspetteremmo che Arcicaccia ci ringraziasse per il lavoro che viene fatto a difesa di tutti, anche dei suoi soci dal momento che i calendari non valgono solo per noi! A meno che i soci di Arcicaccia non siano lieti e contenti di andare a caccia sempre meno e sempre peggio! D’altronde è noto che Arcicaccia vorrebbe mandare i cacciatori in giro con la fionda visto che si scaglia contro i produttori di armi da caccia!

Le restrizioni che Arcicaccia tanto auspica applicate, magari ancora prima di essere sentenziate, non sono prescritte dalle Direttive comunitarie, bensì il frutto di scelte politiche italiane anticaccia, evidentemente condivise da Arcicaccia, che hanno acriticamente avallato, se non indirizzato, il lavoro di INFS prima e ISPRA dopo, anche quando evidentemente disallineate con altri studi e ricerche e addirittura con gli altri Paesi europei.

Contrastare le vessazioni e i comportamenti pretestuosi e ideologizzati verso i cacciatori crediamo sia un compito precipuo delle associazioni venatorie.

Reclamare gli stessi diritti dei cacciatori europei non è essere sovversivi.

E non ci sembra proprio che l’Europa non sia attenta alla sostenibilità, alla biodiversità, alla conservazione del patrimonio faunistico e ambientale, che non sia in linea con le nuove sensibilità!

Solo che a differenza dell’Italia, questi fini condivisi, in Europa si perseguono senza criminalizzare i cacciatori, anzi valorizzandoli!

E, da ultimo, un pensierino al fringuello, che non è certo la priorità dei problemi del mondo venatorio.

Ma perché Arcicaccia, solerte paladina di ISPRA e di tutte le restrizioni possibili, non dice che il Consiglio di Stato (non delle eversive associazioni venatorie!) con sentenza n. 982 del 31.1.24 ha dichiarato illegittimo il rifiuto di ISPRA di determinare la piccola quantità di fringuelli prelevabile nel rispetto delle Deroghe previste dalla Direttiva uccelli e dalla 157/92?

Se la Regione Marche si attivasse in questo senso non farebbe altro che chiedere il rispetto di una sentenza! Ma le Regione Marche non vorrà mica diventare… eversiva!

A dimostrazione che per Arcicaccia c’è sentenza e sentenza. Evidentemente per loro essere uguali vuol dire che qualcuno è più uguale degli altri! (Le Presidenze regionali Marche Federcaccia Liberacaccia Enalcaccia Anuu Migratoristi)