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di Antonio BUONO*
Quella di Cappuccetto Rosso è sicuramente la favola maggiormente raccontata in tutte le lingue, davvero un peccato che ai giorni nostri siano stati volutamente stravolti i ruoli, laddove si sa che fin dalla trama dell’autore Charles Perrolt del 1697, il bene trionfava sul male.
Infatti, si narrava che il bene fosse il cacciatore, il quale, dalla pancia del lupo estraeva nonna e nipote ancora vive.
Ordunque, mettetela come vi pare, oggi le cose non stanno più così… guai ad uccidere il lupo.
A sentire gli ambientalisti, come quelli che stanno dalla mattina alla sera in piazza e che non si sa che mestiere facciano, meglio un cacciatore “sotto tre metri di terra” che la morte di un povero lupo dedito alle stragi di pecore di indifesi quanto avviliti pecorai.
Potrà sembrare assurdo, ma in poco più di centocinquanta anni, il cacciatore è passato “dal bene” al demone da inseguire, perseguitandolo e identificandolo come un male che più male non ci potrebbe essere… da non crederci!
Dispiace deludere, ma non è cosi!
Da sempre, il cacciatore è la “sentinella” dell’ambiente in cui vive e si muove e, non da oggi, il suo grido d’allarme è altissimo.
C’è una natura che piange, disastri ambientali spaventosi ovunque, c’è in gioco l’intero pianeta, l’unico problema quale continua ad essere?…la caccia ed il cattivo cacciatore!
Roba da matti.
Guarda caso, pur essendo il cacciatore l’unico a saper riconoscere il grido di dolore di una natura oramai in coma e, al tempo stesso, in grado di poter suggerire le soluzioni da attuare per salvare il salvabile, si continua a screditarlo come fosse la panacea di tutti i mali.
Dove sono le api, i pipistrelli, le rondini, le lucciole, le lucertole…dove sono? E i piccoli uccelli insettivori? Perché mai sono scomparsi?
I colori del bosco, i suoni, i profumi, che fine hanno fatto? Li abbiamo perduti per sempre? E di chi è la colpa? … dei cacciatori?
Sono forse i cacciatori ad aver portato via tutto ciò che manca?
E intanto… cos’è che resta?
Forse quel mare colmo di plastiche e di mille spazzature delle quali, gli stessi pesci che mangiamo, loro malgrado si cibano?
E i fiumi? Delle loro acque oramai marroni e putride, un tempo ci si poteva dissetare. L’aria che respiriamo non è più la stessa, soprattutto nelle grandi città tra smog e veleni vari, le peggiori malattie non mancano…Colpa dei cacciatori?
Per una serie di ragioni indicibili, grazie ad uomini sbagliati al posto giusto, i quali da anni insistono con decisioni errate dovute alla loro totale incompetenza in materia ambientale, non si è fatto altro che peggiorare un dramma che è sotto gli occhi di tutti.
C’è assoluto bisogno di prendere coscienza del vergognoso spettacolo che ovunque la natura offre suo malgrado, è assolutamente necessario che, coloro i quali si “ritrovano” per puro caso poteri decisionali, CAMBINO MESTIERE, o meglio, si rimettano a fare ciò che già facevano…NULLA!
Da anni con la scusa di salvaguardare la natura, si è inventata la storiella del cattivo cacciatore da tenere lontano dai luoghi come Parchi ed Oasi, nel frattempo, lo Stato elargisce sostanziosi contributi periodici in cambio di un vergognoso, nonché totale abbandono da parte di una miriade di Leghe in grado di preservare soltanto i propri loschi interessi.
Quest’anno migliaia di ettari di boschi sono andati letteralmente in fumo grazie a mani scellerate, in molti casi “mani amiche” preposte alla stessa salvaguardia dei luoghi di cui sopra.
C’è una natura da rifare, c’è bisogno di un programma serio, di competenze specifiche e di uomini giusti… al posto giusto.
Ci si metta il cuore al posto delle “mani”, prima che sia troppo tardi!
*Cacciatore a vita
Coordinatore MSE Ischia
Portavoce Nazionale MSE

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