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Roccoli

I roccoli risalgono circa al 1300 e sono stati realizzati dai frati bergamaschi. Venivano usati principalmente per la caccia, ma dal 1968 non vengono più utilizzati in quanto la cattura e l’uccisione degli uccelli è stata vietata. Ora vengono utilizzati per scopi scientifici dove gli uccelli catturati vengono pesati, misurati, inanellati e registrati su schede che poi vengono spedite in un apposito centro di raccolta delle informazioni relative alle catture. Questo permette di seguire gli spostamenti degli uccelli nei vari paesi e quindi di tracciare le rotte migratorie. In Trentino gli unici presenti sono quelli di Sauc e Tenno.
Si possono trovare sui pendii orientati a nord-est in quanto gli uccelli migrano in questa direzione durante l'autunno per ritornare verso sud, dove è presente una temperatura più mite. Inoltre possiamo trovare roccoli sui pendii orientati a sud-ovest dove venivano catturati gli uccelli che migravano verso nord durante la primavera.


Le parti del roccolo:
  1. Casello: la postazione dell'uccellatore posta nella parte più alta del roccolo completamente nascosta dalla vegetazione.
  2. Tondo: piccolo prato rivolto verso valle dove si possono trovare piante potate in forme rotondeggianti da cui spuntano i secchi, cioè rami privi di foglie.
  3. Colonnato: circonda il roccolo ed è formato da abeti e faggi potati in modo caratteristico tra cui sono nascoste le reti di cattura. Può avere una forma rotonda o a ferro di cavallo.

Tecniche di cattura

Venivano utilizzati tre tipi di uccelli e situati in posti diversi:
  1. Uccelli spia: venivano posti lungo la valle disboscata in piccole gabbiette distanti tra loro di circa 300 metri. Essi appena avvistavano gli uccelli della stessa specie incominciavano a cantare.
  2. Uccelli canterini: venivano nascosti intorno ai secchi e con il loro canto primaverile richiamavano lo stormo.
  3. Uccelli zimbelli: venivano attaccati ad un filo sottile posti all’interno del tondo e avevano il compito di richiamare attraverso il loro canto gli uccelli migratori, molto spesso venivano accecati per migliorare la dote del canto.
Gli uccelli migratori entravano nel roccolo e si posavano sui secchi degli alberi bassi appositamente potati per facilitare il loro atterraggio. Nella torre era presente un operatore il quale aveva il compito di azionare lo Spauricchio, un oggetto adibito a spaventare gli uccelli mediante un fischio. In seguito questi si alzavano in volo per tentare la fuga, ma la presenza della rete li intrappolava. L’operatore a questo punto scendeva dalla torre e prelevava gli esemplari catturati. Ai giorni nostri non vengono più utilizzati uccelli vivi ma dei registratori che riproducono i canti di richiamo.

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