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    Discussione: Allevamento uccelli da richiamo

    1. #1
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      Predefinito Allevamento uccelli da richiamo

      Allevamento uccelli da richiamo

      Come ripetutamente richiestomi, condivido con voi membri del forum le mie conoscenze attinenti all'allevamento di uccelli e soprattutto all'utilizzo del fotoperiodo, indispensabile nella fase riproduttiva e nella preparazione dei richiami alla forma amorosa.




      ALLEVAMENTO AMATORIALE DI UCCELLI


      La riproduzione è un processo che consente ad una generazione di dar vita a quella successiva, assicurando la continuità della specie. E' il ciclo fondamentale del più elevato valore biologico, promosso e diretto da un istinto primario geneticamente controllato. Come tutti gli istinti innati non è modificabile; può essere alterato solamente da cause o condizioni ambientali incompatibili con lanatura degli uccelli
      Allo stato di naturale libertà, la fase fisiologica della riproduzione, che comporta difficoltà e pericoli, si compie nel periodo più favorevole dell'anno, quando le condizioni della luce solare, quelle climatiche e nutrizionali sono più appropriate. Alla nostra latitudine, detto periodo coincide con la primavera e l'inizio dell'estate.
      Secondo gli studiosi più autorevoli, l'aumento del fotoperiodo,della quantità e qualità degli alimenti rivestono un ruolo di fondamentale importanza nel promuovere l'istinto riproduttivo e, conseguentemente, dettare i tempi della nidificazione per ogni singola specie. Questi fattori favoriscono la secrezione delle gonadotropine, famiglia degli ormoni FSH e LH, presenti sia nella femmina che nel maschio, indispensabili per lo sviluppo, maturazione e mantenimento delle funzioni delle ovaie e dei testicoli.
      Alla luce di quanto sopra, emerge che la “temperatura”, l'”alimentazione” e principalmente il “fotoperiodo”, dei quali, qui di seguito, analizzeremo gli aspetti più significativi, sono i principali fattori cooperanti della fase fisiologica della riproduzione.
      Gli allevatori devono quindi conoscere bene la qualità dell'alimentazione e, soprattutto, le condizioni della luce solare delle zone in cui le specie da allevare nidificano e svernano.
      Appare evidente la necessità di esaminare nei minimi particolari i fattori che intervengono nell'allevamento in ambiente domestico i quali consentono di ottenere risultati di grande rilievo.
      Il fotoperiodo è l'intervallo di tempo che intercorre tra il sorgere ed il tramontare del sole, cioè la durata dell'illuminazione diurna. All'equatore, a latitudine 0 gradi, dove il sole è praticamente perpendicolare all'orizzonte, la durata del giorno e della notte si equivalgono e sono costanti tutto l'anno. Ai poli ,alla latitudine di 90 gradi, dove il sole appare parallelo all'orizzonte, si hanno sei mesi di luce e sei di buio. Alle latitudini intermedie, il fotoperiodo varia proporzionalmente in relazione alla distanza dall'equatore ed al succedersi delle stagioni.
      E' un fattore di rilevante importanza, contraddistinto da una elevata variabilità: l'intensità massima del mezzogiorno decresce progressivamente sino alla minima e incerta dell'alba e del crepuscolo.
      Secondo il parere degli esperti la luce più appropriata all'allevamento in argomento è quella di colore bianco, equivalentea 5/6000 gradi Kelvin, mentre l'intensità della radiazione, all'altezza della gabbia, deve essere misurata con un luxmetro per determinare, dopo aver esaminato a fondo le esigenze delle specie aviarie, i valori ed i tempi dell'illuminamento.
      Le teorie di William Rowan sul ciclo annuale di evoluzione delle ghiandole sessuali sotto l'influsso dell'allungarsi ed accorciarsi delle giornate, pubblicato nel 1932, è stato accettato da gran parte dei ricercatori e, in particolare, da H. Schildmacher che lo giudicò di grande interesse. Successivamente, nel 1942, sono state riprese e confermate da W. G. Bullough, noto ornitologo e ricercatore inglese.
      Dette conoscenze, importanti ed innovative, diffuse solo da pochi decenni nel mondo della ornitofilia, sono poco conosciute, vengono interpretate con difficoltà e, spesso, applicate dagli amatori in modo empirico, approssimativo e talvolta sbagliato.
      Posto che gran parte dei ricercatori concordano sugli effetti prodotti dalla luce sull'apparato riproduttore, ritengo utile riportare in calce al presente scritto una rappresentazione grafica semplificata e facilmente comprensibile e la tabella dei fotoperiodi dal 21 marzo al 23 settembre relativamente ai 30 e 70 gradi di latitudine Nord. Secondo il nominato schema, le radiazioni solari entrano nella testa dell'uccello attraverso l'occhio, il vertice, la cervice, la nuca e raggiungono l'ipotalamo, seguendo tre direttrici:
      - La prima, dall'occhio, va lungo il nervo ottico sino all'ipotalamo(25%);
      - la seconda, dal vertice, dalla cervice e dalla nuca, si dirige direttamente verso l'ipotalamo;
      - la terza, sempre dal vertice, dalla cervice e dalla nuca, passando attraverso l'epifisi, raggiunge l'ipotalamo. Va tenuto in debita considerazione che il 75% delle radiazioni passano attraverso la seconda e la terza direttrice. L'ipotalamo trasmette alla parte anteriore dell'ipofisi gli ormoni deputati alla produzione della Follicolina (FSH) e dell'ormone luteinizzante (LH), che governano lo sviluppo delle gonadi (ovaio e testicoli).
      E' indubbio che la luce solare per la maggioranza dei sistemi biologici è un fattore vitale, come sottolineerò in seguito. Lo stesso alternarsi tra il dì e la notte, tra la luce e il buio, sono fattori fondamentali per la vita degli animali e dei vegetali e ne hanno accompagnato l'evoluzione per centinaia di milioni di anni.
      Un allevamento in ambiente domestico, controllato e dotato di impianto di illuminazione adeguato, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, non dovrebbe temere inconvenienti di alcun genere per motivazioni connesse con carenze della luce.
      Come anticipato, il sole che illumina e riscalda, riveste un ruolo di fondamentale importanza nell'esistenza degli organismi viventi e non viventi del nostro pianeta: è una fonte di vita unica senza la quale le specie animali e vegetali non sopravviverebbero in alcun modo.
      Ritengo utile ed opportuno riportare, a grandi linee, i valori della radiazione solare emessi dal sole e quelli ricevuti dalla superficie terrestre, integrandoli con un grafico raffigurante la luce diffusa, quella diretta e quella riflessa, nonché sottolineare l'importanza della temperatura di colore.
      Una conoscenza di buon livello degli argomenti suddetti potrebbe rappresentare per gli allevatori una condizione ideale e idonea a consentire l'adozione delle soluzioni più adatte per ottenere negli allevamenti domestici, protetti, esiti di prim'ordine, superiori a quelli che si verificano allo stato di naturale libertà.




      RADIAZIONE SOLARE


      La radiazione solare è l'energia radiante emessa nello spazio interplanetario dal sole, generata dalle reazioni termonucleari di fusione che avvengono nel nucleo solare e che producono radiazioni elettromagnetiche le quali si propagano nello spazio, trasportando con sé energia solare.
      La terra riceve, alle soglie dell'atmosfera, in gennaio (perielio), 1414w/mq e, in luglio (afelio), 1325,8 W/mq. Il valore medio viene comunemente stimato in 1366 W/mq. Quando passa attraverso l'atmosfera, involucro gassoso filtrante, il suo valore, con cielo sereno, si riduce a1000 W/mq e, con cielo molto nuvoloso, cala a 50/100 W/mq. Il sole è a Sud dell'equatore, dall'autunno alla primavera, e a Nord, dalla primavera all'autunno. Conseguentemente, alla nostra latitudine, la radiazione è sempre obliqua.
      Riporto qui di seguito tre tra i più significativi aspetti della radiazione solare:
      La Radiazione diretta colpisce una superficie con un angolo di incidenza e presenta un valore medio di 1000/1050 W/mq.
      La Radiazione riflessa è quella quota parte della radiazione diretta che viene riflessa dalla superficie terrestre.
      La Radiazione diffusa, si ha quando passa attraverso un cielo molto nuvoloso, perdendo la maggior parte del suo valore che può ridursi sino a 50/100 W/mq.




      ILLUMINAMENTO


      L'illuminamento o l'intensità della luce solare si esprime in Lux, unità di misura della quantità di luce rilevata in un determinato punto. Varia,per numerose ragioni, tra i 32000 e 100000 Lux.
      In estate, a mezzogiorno, con cielo sereno, è di 100000 Lux mentre, in inverno, alle stesse condizioni, è di 10000 Lux.
      Alla nostra latitudine,a mezzogiorno, d'estate, senza nubi, oscilla tra i 50000 e 100000Lux. Nei locali chiusi, l'intensità della luce raramente supera i 100 Lux. Grosso modo, si stimano in 20/30 nelle stanze secondarie e corridoi, 50/90 nei soggiorni, studi e stanze da lavoro. Nei seminterrati, essendo bassa e variabile, va misurata con un apposito strumento.


      TEMPERATURA DI COLORE


      Normalmente si definisce la tonalità della luce come temperatura di colore che viene espressa in gradi Kelvin.
      Bassi valori, come 2000 K, corrispondono ad una tonalità calda di color arancione. Salendo di temperatura la luce si fa prima bianca, poi azzurra, violetta ed ultravioletta a 16000 K.
      La luce del sole, a mezzogiorno, è bianca e contraddistinta da 5500 gradi Kelvin.





      Nicolino Jogna Prat
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    2. Grazie lancia delta, francesco70, Bregoscia, lukyago ha ringraziato per aver pubblicato questo post
      Mi piace Franuliv, postabs, cecafella71 piace questo post
    3. #2
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      Complimenti per l esaustiva spiegazione,continui pure!
      Saluti

    4. #3
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      Salve Signor Jognaprat, mi fa piacere che fa parte del forum, ho avuto modo, anni addietro di leggere molti suoi articoli su Diana (anni 70/80), ora sono a chiederle, quanti lux occorrono in una stanza di 8 mq. e con una distanza gabbie-neon di un metro e mezzo?, grazie e cordialmente la saluto.

    5. #4
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      Un aiuto in piu per perfezzionare le tecniche per allevare e sempre ben accetto,anche perche quest'anno non e dei migliori..qui troverai da scambiare molte informazioni sull'argomento.buona permanenza.e buon lavoro.
      Flavio

    6. #5
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      Grazie per la sua disponibilità a condividere le sue esperienze con noi ed ha darci nozioni su come si allevano gli uccelli da richiamo e la loro gestione nel fotoperiodo.

      GRAZIE!!!
      Fiero ed Orgoglioso di essere Cacciatore ed avere MYGRA come forum di Caccia
      Mauro, Angelo e Sasa53... non vi dimenticherò!!!!
      Credo che l'amore per la caccia sia innato e che scateni un'attrazione fatale che non è facile a definirsi con le parole....
      Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
      (Harvey B. Mackay)



    7. Grazie nicolino.jognaprat ha ringraziato per aver pubblicato questo post
    8. #6
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      buonasera sig. nicolino e benvenuto nel forum, io qualche anno fa acquistai il suo libro "la caccia al capanno" e lo trovai molto interessante per tutti i suggerimenti e consigli che si leggevano all'interno. Ho provato anche a creare una mia tabella denominandola proprio metodo Prat, ma non l'ho mai utilizzata perché avevo dei dubbi in merito al raggiungimento immediato delle 18 ore. A questo punto, partecipando alle discussioni sull'allevamento, spero di avere suoi chiarimenti in merito, per il momento cordialmente la saluto e ringrazio.
      saluti amedeo

    9. #7
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      Citazione Originariamente Scritto da M.B. Visualizza Messaggio
      Salve Signor Jognaprat, mi fa piacere che fa parte del forum, ho avuto modo, anni addietro di leggere molti suoi articoli su Diana (anni 70/80), ora sono a chiederle, quanti lux occorrono in una stanza di 8 mq. e con una distanza gabbie-neon di un metro e mezzo?, grazie e cordialmente la saluto.
      L'intensità della luce, variando da una stanza all'altra, va misurata e, quasi sempre integrata con lampade fluorescenti e misurata all'altezza della gabbia.
      La quantità dei Lux deve essere definita dall'amatore in relazione a diverse condizioni delle quali, qui di seguito, riporto le più significative:
      - esigenze della specie da allevare o preparare al canto;
      - posizione della fonte luminosa rispetto all'ubicazione della gabbia;
      - modalità dell'illuminamento durante il fotoperiodo, che può essere costante o diminuire all'alba ed al crepuscolo.

    10. #8
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      Citazione Originariamente Scritto da M.B. Visualizza Messaggio
      Salve Signor Jognaprat, mi fa piacere che fa parte del forum, ho avuto modo, anni addietro di leggere molti suoi articoli su Diana (anni 70/80), ora sono a chiederle, quanti lux occorrono in una stanza di 8 mq. e con una distanza gabbie-neon di un metro e mezzo?, grazie e cordialmente la saluto.
      L'intensità della luce, variando da una stanza all'altra, va misurata e, quasi sempre integrata con lampade fluorescenti e misurata all'altezza della gabbia.
      La quantità dei Lux deve essere definita dall'amatore in relazione a diverse condizioni delle quali, qui di seguito, riporto le più significative:
      - esigenze della specie da allevare o preparare al canto;
      - posizione della fonte luminosa rispetto all'ubicazione della gabbia;
      - modalità dell'illuminamento durante il fotoperiodo, che può essere costante o diminuire all'alba ed al crepuscolo.

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      Citazione Originariamente Scritto da amedeo Visualizza Messaggio
      buonasera sig. nicolino e benvenuto nel forum, io qualche anno fa acquistai il suo libro "la caccia al capanno" e lo trovai molto interessante per tutti i suggerimenti e consigli che si leggevano all'interno. Ho provato anche a creare una mia tabella denominandola proprio metodo Prat, ma non l'ho mai utilizzata perché avevo dei dubbi in merito al raggiungimento immediato delle 18 ore. A questo punto, partecipando alle discussioni sull'allevamento, spero di avere suoi chiarimenti in merito, per il momento cordialmente la saluto e ringrazio.
      L'esperienza insegna che si può aumentare il fotoperiodo a 18/19 ore in 7/10 giorni senza incorrere in alcun inconveniente.
      Per contro, una rilevante gradualità e tempi molto lunghi, spesso, causano a coloro che dispongono di modeste apparecchiature per l'illuminamento serie difficoltà nel raggiungere un'adeguata forma amorosa e nel mantenere l'efficienza canora.
      Condizioni da tenere in debita considerazione perché i richiami vengono utilizzati in tempi precisi, corrispondenti a quelli del passo durante il quale devono esprimere, nella ,misura più elevata, la potenzialità canora del loro patrimonio genetico.

    11. #9
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      Sig.Nicolino io voglio provare ad alzare le ore a 17/18 in 7/10 gg, quello che non ho capito nel periodo in cui gli uccelli sono in chiusa quante ore di luce devo tenere? Nel suo libro cita che per merli e tordi si può iniziare alla metà del mese di luglio stabilendo un fotoperiodo di 17 ore giornaliere dalle 6,00 alle 23,00.
      Una volta finito l'estro inizia la muta quindi il calo delle ore di luce è graduale o si porta di botto a 5/6 ore.
      Non riesco a capire se prima di luglio (quando si da l'aumento della luce) la batteria deve essere mantenuta ad un foto costante nelle ore dalla fine dell'estro al mese di luglio (mese in cui si portano le ore a 17)
      Ho un po' di confusione in testa, mi piacerebbe provare ma rischiare un'anno mi preoccupa un po', ecco perché chiedo un suo aiuto.
      La ringrazio anticipatamente e la saluto
      saluti amedeo

    12. #10
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      Predefinito Allevamento uccelli da richiamo

      Allevamento uccelli da richiamo

      Citazione Originariamente Scritto da amedeo Visualizza Messaggio
      Sig.Nicolino io voglio provare ad alzare le ore a 17/18 in 7/10 gg, quello che non ho capito nel periodo in cui gli uccelli sono in chiusa quante ore di luce devo tenere? Nel suo libro cita che per merli e tordi si può iniziare alla metà del mese di luglio stabilendo un fotoperiodo di 17 ore giornaliere dalle 6,00 alle 23,00.
      Una volta finito l'estro inizia la muta quindi il calo delle ore di luce è graduale o si porta di botto a 5/6 ore.
      Non riesco a capire se prima di luglio (quando si da l'aumento della luce) la batteria deve essere mantenuta ad un foto costante nelle ore dalla fine dell'estro al mese di luglio (mese in cui si portano le ore a 17)
      Ho un po' di confusione in testa, mi piacerebbe provare ma rischiare un'anno mi preoccupa un po', ecco perché chiedo un suo aiuto.
      La ringrazio anticipatamente e la saluto
      Come già scrissi alcuni conoscenti fanno così con ottimi risultati a detta loro.
      Tb e Me: Alla fine del loro utilizzo verso primi/metà novembre giù le ore di luce di colpo a 4 ore fisse fino a metà aprile (quindi muta molto molto rapida). Da metá aprile a mera agosto buio totale. Poi 1 settimana a 4 ore fisse e intorno al 20/22 agosto su le ore di botto a 17 costanti per 35/40 giorni e poi incrementi di 15min ogni 5/6 giorni fino a che li utilizzi...

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