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    Discussione: Decreto 18 Febbraio 2015, n. 7

    1. #11
      Staff Mygra - C. Redattore Rassegna stampa e Video L'avatar di Alberto 69
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      Predefinito Il giudice Mori commenta la legge antiterrorismo

      Decreto 18 Febbraio 2015, n. 7

      Novità del decreto antiterrorismo.

      All'articolo 31, primo comma, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai titolari della licenza di cui al periodo precedente e nell'ambito delle attività autorizzate con la licenza medesima, le autorizzazioni e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente non sono richiesti per i caricatori di cui all'articolo 38, primo comma, secondo periodo.".

      Norma oscura. Il primo comma dell'art. 31 riguarda tutta la filiera delle armi da guerra. Si stabilisce quindi che i titolari di licenze di fabbricazione, esportazione, ecc. di armi da guerra non tenuti ad avere od osservare", in relazione ai caricatori, come ora regolati dall'art. 38 primo comma, secondo periodo le autorizzazioni e gli adempimenti ivi previsti. Bastava dire che non li devono denunziare! Idiozia pure perché chi ha registri di PS non deve denunziare un bel nulla. Forse volevano dire che non li devono caricare neppure sui registri?

      All'articolo 38, primo comma, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La denuncia è altresì necessaria per i soli caricatori in grado di contenere un numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe e un numero superiore a 15 colpi per le armi corte, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni.".

      Vuol dire che i caricatori, liberi per volere dalle direttiva europea, devono invece essere denunziati se sono a più di 5 colpi per le armi lunghe e a più di 15 colpi per le armi corte, anche se essi sono approvati per armi sportive. Chiaramente l'obbligo riguarda solo i caricatori aggiunti rispetto a quello base dell'arma: ma sarà opportuno che nella denunzia dell'arma si indichi anche il numero di colpi di tale caricatore.

      3-octies. All'articolo 697, primo comma, del codice penale, dopo le parole: "detiene armi o" sono inserite le seguenti: "caricatori soggetti a denuncia ai sensi dell'articolo 38 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, o".

      Vuol dire che la detenzione illegale di caricatori soggetti a denunzia non è punita come la detenzione di parte di arma (delitto ex legge 1967), ma come la detenzione di un'arma bianca e cioè una contravvenzione puniti con l'arresto fino a due mesi oppure con l'ammenda fino ad Euro 571.
      Ma basta per far ritirare armi e licenze.


      3-novies. Chiunque, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, detiene caricatori soggetti a denuncia ai sensi dell'articolo 38, primo comma, secondo periodo, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, introdotto dal comma 3-septies del presente articolo, deve provvedere alla denuncia entro il 4 novembre 2015. Sono fatte salve le ipotesi di esclusione dall'obbligo di denuncia previste dal medesimo articolo 38, secondo comma.

      Vuol dire che chi ha caricatori non denunziati e che ora devono essere denunziati, ha tempo fino a 4 novembre 2015 per fare la denunzia.

      3-decies. Dopo il comma 2 dell'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è inserito il seguente:
      "2-bis. In deroga a quanto previsto dai commi 1 e 2, l'attività venatoria non è consentita con l'uso del fucile rientrante tra le armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un'arma da fuoco automatica, di cui alla categoria B, punto 7, dell'allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, nonché con l'uso di armi e cartucce a percussione anulare di calibro non superiore a 6 millimetri Flobert".

      Vuol dire che non si può andare a caccia con armi semiautomatiche che hanno l'aspetto di un'arma automatica (Cat. B7 Dir. Europea) o con armi Flobert di calibro superiore a 6 mm
      Per le prime si deve presumere che creassero stati di ansia nei cinghiali; per le seconde il motivo sfugge a chiunque; probabilmente qualche imbecille anticaccia voleva proibire quelle a palla, ma si è sbagliato e ha proibito anche quelle a pallini; oppure le voleva proibire tutte e ha salvato, per motivi suoi personali, quelle in cal. 6 mm!
      In realtà forse volevano dire un'altra cosa: se scrivo “devi cacciare con arma di calibro non superiore a 6 mm vuol dire che 6 mm sono il calibro massimo consentito. Se scrivo “la caccia non è consentita con armi di calibro non superiore a 6 mm” , vista la doppia negazione si dovrebbe capire che “la caccia è consentita con armi di calibro superiore a 6 mm. Forse è la cosa più logica, ma mi stupisce che chi ha scritto la norma conoscesse che due negazioni equivalgono ad una affermazione! Stiamo a vedere.




      3-undecies. Alle armi escluse dall'uso venatorio ai sensi dell'articolo 13, comma 2-bis, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, introdotto dal comma 3-decies del presente articolo, detenute alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, continuano ad applicarsi i limiti numerici sulla detenzione vigenti anteriormente alla medesima data. In caso di cessione, a qualunque titolo, delle armi medesime, si applicano i limiti detentivi di cui all'articolo 10, sesto comma, primo periodo, della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni»;
      alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e di quella della detenzione di armi comuni da sparo e dei relativi caricatori, nonché tracciabilità delle armi e delle sostanze esplodenti».

      Vuol dire che chi detiene queste armi Flobert come armi da caccia, le continua a detenere come armi da caccia; ma se le vende esse diventano armi non da caccia e quindi per l'acquirente "fanno numero" ai fini della licenza di collezione. È chiaro che questa era una norma essenziale per la lotta al terrorismo, urgentissima da adottare con decreto legge e solo il ***** di Renzi sa perché non sia mai stata adottata prima!

      (15-4-2015) Solo una nota urgente!
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    2. #12
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      Predefinito

      Alberto, visto che è una cosa interessante, metti per favore in maniera esplicativa la modifica alla legge con il commento del Giudice Mori in modo da far leggere subito le modifiche..

      Ciao Frank
      Fiero ed Orgoglioso di essere Cacciatore ed avere MYGRA come forum di Caccia
      Mauro, Angelo e Sasa53... non vi dimenticherò!!!!
      Credo che l'amore per la caccia sia innato e che scateni un'attrazione fatale che non è facile a definirsi con le parole....
      Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
      (Harvey B. Mackay)



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    4. #13
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      Predefinito Novità del decreto antiterrorismo 18-02-2015 n. 7

      Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale.

      Leggiamo insieme le norme
      All'articolo 31, primo comma, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai titolari della licenza di cui al periodo precedente e nell'ambito delle attività autorizzate con la licenza medesima, le autorizzazioni e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente non sono richiesti per i caricatori di cui all'articolo 38, primo comma, secondo periodo.".
      Norma oscura. Il primo comma dell'art. 31 riguarda tutta la filiera delle armi comuni. Si stabilisce quindi che i titolari di licenze di fabbricazione, esportazione, vendita ecc. di armi comuni, come ora regolati dall'art. 31 primo comma, secondo periodo non devono osservare tutte le autorizzazioni e gli adempimenti ivi previsti. Non vuol dire che non devono denunziare i caricatori perché la denunzia è regolata dall'art. 38: non vuol dire che non devono caricarli sul registro di PS perché è materia regolata dall'art. 35. Quindi l'unico significato che si può dare alla norma è che non occorre la licenza del questore per produrre, importare, esportare i caricatori soggetti a denunzia. Cosa ovvia perché non sono parti, ma accessori e quindi non si può andare in contrasto con la normativa europea che li ha liberalizzati! Da questa norma si deve trarre la conclusione che neppure l'armiere li deve caricare sul registro delle armi, ma che egli deve rilasciare una dichiarazione di vendita per consentirne la denunzia. Poi il cittadino fa quel che crede perché non vi è tracciabilità dei caricatori di qualsiasi tipo.

      Un tempo se un giurista avesse scritto una frase come quella sopra riportata, lo avrebbero messo alla gogna in piazza, esposto al lancio di uova marce ed escrementi, perché avrebbe dimostrato la sua totale inettitudine! E poi lo avrebbero rinchiuso al Cottolengo per la dimostrazione di totale insensatezza.

      All'articolo 38, primo comma, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La denuncia è altresì necessaria per i soli caricatori in grado di contenere un numero superiore a 5 colpi per le armi lunghe e un numero superiore a 15 colpi per le armi corte, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni.".
      Vuol dire che i caricatori, liberi per volere dalle direttiva europea, devono invece essere denunziati se sono a più di 5 colpi per le armi lunghe e a più di 15 colpi per le armi corte, anche se essi sono approvati per armi sportive o per le repliche. Chiaramente l'obbligo riguarda solo i caricatori aggiuntivi rispetto a quello base dell'arma: ma sarà opportuno che nella denunzia dell'arma si indichi anche il numero di colpi di tale caricatore. Rimangono fermi i limiti posti alla capacità dei caricatori dal D.to L.vo 204/2010. Si badi che l'articolo cinque comma 1° di tale decreto stabiliva che per produrre o mettere in commercio caricatori con capacità superiore a quella consentita era necessaria la licenza del questore; ora pare che ci abbiano ripensato, ma invece di abolire la frase del decreto 204 ne hanno aggiunta un'altra che dice il contrario.

      3-octies. All'articolo 697, primo comma, del codice penale, dopo le parole: "detiene armi o" sono inserite le seguenti: "caricatori soggetti a denuncia ai sensi dell'articolo 38 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, o".
      Vuol dire che la detenzione illegale di caricatori soggetti a denunzia non è punita come la detenzione di parte di arma (delitto ex legge 1967), ma come la detenzione di un'arma bianca e cioè una contravvenzione punita con l'arresto fino a due mesi oppure con l'ammenda fino ad Euro 571. Ma la condanna basta sempre per far ritirare armi e licenze. Si noti come il legislatore ha riconosciuto indirettamente che anche le pistole in calibro nove para ed i silenziatori non rientrano affatto nel regime della legge del 1967, ma in un nuovo regime relativo ad armi o accessori che non sono da guerra o tipo guerra ma semplicemente vietati al normale cittadino.

      3-novies. Chiunque, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, detiene caricatori soggetti a denuncia ai sensi dell'articolo 38, primo comma, secondo periodo, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, introdotto dal comma 3-septies del presente articolo, deve provvedere alla denuncia entro il 4 novembre 2015. Sono fatte salve le ipotesi di esclusione dall'obbligo di denuncia previste dal medesimo articolo 38, secondo comma.
      Vuol dire che chi ha caricatori non a norma e non denunziati e che ora devono essere denunziati, ha tempo fino a 4 novembre 2015 per fare la denunzia e regolarizzarli.

      3-decies. Dopo il comma 2 dell'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è inserito il seguente:
      "2-bis. In deroga a quanto previsto dai commi 1 e 2, l'attività venatoria non è consentita con l'uso del fucile rientrante tra le armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un'arma da fuoco automatica, di cui alla categoria B, punto 7, dell'allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, nonché con l'uso di armi e cartucce a percussione anulare di calibro non superiore a 6 millimetri Flobert".
      Vuol dire che non si può andare a caccia con armi semiautomatiche che hanno l'aspetto di un'arma automatica (Cat. B7 Dir. Europea) o con armi Flobert di calibro non superiore a 6 mm.
      Si noti la tortuosità della frase per esprimere una volontà che avrebbe richiesto poche parole: "Le armi Flobert sono consentite per la caccia solo se di calibro superiore a 6 mm"
      . La norma entra immediatamente in vigore.

      3-undecies. Alle armi escluse dall'uso venatorio ai sensi dell'articolo 13, comma 2-bis, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, introdotto dal comma 3-decies del presente articolo, detenute alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, continuano ad applicarsi i limiti numerici sulla detenzione vigenti anteriormente alla medesima data. In caso di cessione, a qualunque titolo, delle armi medesime, si applicano i limiti detentivi di cui all'articolo 10, sesto comma, primo periodo, della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni»;
      Alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e di quella della detenzione di armi comuni da sparo e dei relativi caricatori, nonché tracciabilità delle armi e delle sostanze esplodenti».
      Vuol dire che chi detiene queste armi Flobert come armi da caccia, le continua a detenere come armi da caccia, anche se da subito non le può più usare; ma se le vende esse diventano armi non da caccia e quindi per l'acquirente "fanno numero" ai fini della licenza di collezione.

      La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

      Vediamo di esporle più sistematicamente
      La nuova normativa introduce ulteriori modificazioni e complicazioni nelle detenzione dei caricatori. Per la direttiva europea essi sono degli accessori trascurabili e liberalizzati, per il legislatore italiano sono diventati un affare di Stato! Si badi che a memoria d'uomo in Italia non vi è stata nessuna azione delittuosa con armi non da guerra in cui la capienza del caricatore abbia contribuito ad aggravare il reato commesso. E non ho mai letto di un omicida o di un rapinatore che sia andato a commettere il reato portandosi più caricatori in tasca.
      Ripercorriamo la vicenda dei caricatori. Con il decreto legislativo 204/2010 il legislatore prendeva atto che i caricatori per arma comune da sparo erano stati liberalizzati dalla direttiva europea e quindi non rientravano più fra le parti essenziali di arma. Subito dopo la cassazione si affrettava a scrivere che per lei nulla era cambiato, ma si sa che la cassazione impiega anni a capire che una legge è stata cambiata!
      Con il decreto correttivo n. 121 del 2013 il legislatore (termine che ormai sta diventando talmente malfamato ed osceno che dovranno nasconderlo nei dizionari per i giovani) stabiliva che le armi lunghe dovevano avere un caricatore limitato ad un massimo di cinque colpi e di almeno ad un massimo di 15 colpi. Però faceva una deroga per le armi sportive stabilendo che queste potevano avere caricatori maggiorati in base alla classificazione fatta seguendo le indicazioni della federazione sportiva competente per le varie categorie di armi sportive, nonché per le repliche di armi antiche che potevano arrivare a ben 10 colpi!
      Quindi venivano create tre categorie di caricatori e serbatoi:
      - i caricatori "a norma" per armi comuni da sparo non sportive
      - i caricatori "a norma" per armi comuni da sparo sportive e per le repliche
      - i caricatori "non a norma" comprendenti tutti i caricatori eccedenti di la capacità massima sopra consentita a seconda dell'arma in si prevede il loro impiego.
      Si noti l'astrusità della materia dovuta al fatto che di fronte ad un gran numero di caricatori è impossibile dire se esso sia o meno a norma; la sua natura cambia a seconda di dove il possessore lo infila.
      La normativa si applicava in via generale alle armi di nuova produzione o di importazione e quindi tutti i caricatori già detenuti, a norma o non a norma, potevano continuare ad essere detenuti senza farne denunzia; però dopo il 5 novembre 2015 quelli non a norma non poteva più essere ceduti. Disposizione utile solo a fare confusione perché la situazione di un caricatore, liberamente detenuto e non denunziato, non poteva essere controllata.
      Stessa regolamentazione veniva fatta per le armi già detenute e munite di caricatore o serbatoio non a norma, che continuavano a poter essere detenute e usate, ma che dopo il 5 novembre 2015 potevano essere rivendute solo se messe a norma.
      Perciò: a partire dal 5 novembre 2015 è vietato il commercio e la cessione, anche fra privati, salvo che per via ereditaria, di
      - armi con serbatoio non a norma
      - caricatori non a norma
      - armi che montano un caricatore non a norma; questa è una disposizione totalmente assurda perché l'arma cambierebbe di natura a seconda del caricatore che uno ci infila dentro. In pratica l'arma può essere venduta tranquillamente senza caricatore oppure col caricatore di base a norma; ma se poi l'acquirente ha già denunziato di detenere caricatore non a norma… può continuare ad usarlo! Siamo quindi di fronte all'assurdo totale che l'arma cade di natura a seconda dell'accessorio, e l'accessorio cambia la sua natura a seconda dell'arma in cui viene usato. In paragone il caos primordiale era di una linearità cartesiana.

      Si noti la novità della introduzione nel diritto delle armi della categoria delle "armi, munizioni (il nove para) e degli accessori (silenziatore, caricatore) che non sono né da guerra né di tipo guerra, ma semplicemente proibiti. Il legislatore si è accorto che stava alterando il regime giuridico da tempo previsto in materia di parti di arma e di accessori e perciò ha stabilito che il fatto di detenere un caricatore proibito non integra il reato di illegale detenzione di parte di arma, ma la nuova figura di detenzione di caricatore non a norma che viene punita con le stesse sanzioni previste per la detenzione di un'arma antica o di un'arma bianca. Con ciò indirettamente tira le orecchie alla cassazione che pretendeva di continuare a definire parte di arma i caricatori, ignorando la direttiva europea.

      Il nuovo decreto antiterrorismo cambia nuovamente le carte in tavola e, ferma restando la disposizione che i caricatori non sono parti di armi e non sono soggetti a denunzia, introduce una disposizione eccezionale, in contrasto con la direttiva europea, per cui sono invece soggetti a denunzia tutti i caricatori con più di cinque o rispettivamente 15 colpi. Perciò entro la data del 4 novembre 2015 chiunque li detiene dovrà denunziarli.
      Così come è stata scritta la norma, "a membro di segugio", l'obbligo della denunzia investe anche i detentori di armi sportive o di repliche di armi con caricatore o serbatoio di capacità superiore a quella normale.
      Però una cosa dovrebbe essere chiara per ogni persona che non abbia la mente ottenebrata. Non vi è l'obbligo della denunzia per il caricatore originale relativo al modello di arma detenuto, se esso corrisponde al numero di colpi indicato nella catalogazione o classificazione, poco importa se l'arma è comune o sportiva. Infatti in tal caso la capacità del caricatore è già nota all'autorità di PS sulla base di documenti ufficiali e mai si devono denunziare o dichiarare cose che già sono note alla pubblica amministrazione.

      Quindi attualmente:
      - tutte le armi e tutti i caricatori non a norma già detenuti prima del 5 novembre 2015 possono essere detenuti ed usati anche in futuro;
      - tutte queste armi e caricatori non a norma non potranno più essere ceduti dopo il 5 novembre 2015 se prima non sono messi a norma;
      - tutti i caricatori non a norma che non siano già stati denunziati dovranno essere denunziati entro il 5 novembre 2015. Non deve essere denunziato il caricatore base dell'arma che contiene il numero di colpi previsto nel provvedimento di catalogazione o classificazione o, comunque, previsto dal produttore.
      Rimane il problema di che cosa fare delle armi lunghe con serbatoio con capienza maggiore di cinque colpi e non facilmente risolvibile tecnicamente. È problema che andrà risolto caso per caso e si attendono idee al riguardo! Il fucile 91 non dovrebbe essere tenuto a modifiche, perché in primo luogo il particolare tipo di caricamento a lastrina rende impossibile la modifica e per il fatto che non dispone di un serbatoio vero e proprio.

      Il legislatore è poi intervenuto in materia di armi per uso venatorio stabilendo che non possono essere usate per cacciare le armi della categoria B7 della direttiva europea e cioè "Le armi da fuoco per uso civile semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica." In altri lingue è stato detto "che hanno l'aspetto" o "che hanno l'apparenza", ma il risultato non cambia.
      Su questa frase della direttiva europea ci sarebbe da discutere perché la somiglianza non è una nozione molto precisa e tra l'altro è molto soggettiva. Per un turista che guarda un branco di pecore, esse gli sembrano tutte eguali, ma il pastore le conosce una per una e li distingue anche a distanza. Inoltre sono armi automatiche, ad esempio quelle derivate da armi che in origine erano semiautomatiche, e che quindi non si distinguono fra di loro salvo che ad un esame ravvicinato; non si tratta quindi di armi semiautomatiche che assomigliano ad un'arma automatica, ma al contrario di un'arma automatica che assomiglia ad un'arma automatica, perché nata da essa o perché le differenze sono esclusivamente nella meccanica interna. Vi è poi da chiedersi, visto che la somiglianza è necessariamente riferita all'apparenza esteriore, se ad esempio potrebbe essere rilevante anche il colore dell'arma.
      Restando però con i piedi per terra e aderenti a ciò che ha scritto la norma del decreto antiterrorismo il quale fa specifico riferimento alla categoria ufficiale B7 della direttiva europea, si deve concludere che la norma si applica solo ai modelli di arma che sono stati catalogati o classificati come rientranti nella categoria B7. Il che significa che la valutazione sulla somiglianza è delegata al Banco di prova e non è davvero affidata all'appuntato o perito, o magistrato Cacace di turno.
      Il legislatore ha poi introdotto il divieto di usare per cacciare armi Flobert di calibro 6 mm (la Fiocchi le chiama cal 5,6 (22) Flobert "6").

      Queste armi che assomigliano ad un fucile mitragliatore o sono in calibro 6mm Flobert diventano perciò immediatamente "armi comuni non da caccia" e fanno numero con quelle armi di cui se ne possono detenere fuori collezione solo tre. Per inciso vi invito a riflettere sul fatto che noi siamo l'unico paese al mondo in cui si possono tenere fino a sei pistole 357 magnum sportive, ma poi è vietato detenere più di tre carabine ad aria compressa non liberalizzate o più di tre carabine calibro 22 non sportive o più di tre carabinette da bersaglio da sala che non servono neppure per ammazzare le nutrie, o più di tre lanciarazzi!
      In via eccezionale il legislatore (Fantozzi avrebbe detto "ma come è umano lei") ha però stabilito che chi già le detiene continuerà a detenerle senza limiti di numero quali armi da caccia. Dal momento però in cui egli le cede esse diventano armi comuni non da caccia. È ovvio che il valore di una versione civile di arma militare automatica scenderà a picco.

      Vedo che molti dei miei lettori fanno un gran casino fra norme sui caricatori delle armi e norme sul numero di colpi che può contenere un fucile da caccia sul terreno di caccia. Sono due cose completamente diverse ed indipendenti. I caricatori (o armi con serbatoio) legalmente detenuti possono essere usati qualunque sia la loro capienza, ma sul terreno di caccia essi devono essere dotati di un limitatore non facilmente rimovibile che non consenta di sparare più di tre colpi (due nel serbatoio o caricatore e uno in canna) salvo il caso particolare della battuta di caccia al cinghiale in cui è consentito che l'arma spari fino a sei colpi in modo semiautomatico (cinque colpi nel serbatoio o caricatore più in canna).

      Visto l'evoluzione delle cose, e vi assicuro che non è finita perché al ministero di cavolate cento ne fanno ed una ne pensano, la cosa migliore da fare, se si vuole essere in regola di fronte anche alle più pazzesche ed infami contestazioni, è di denunziare tutto quanto si possiede e che possa interessare la ps, dalle cartucce di qualsiasi tipo, ai bossoli ed inneschi, ai caricatori anche se leciti, ecc. ecc. Visto grado di preparazione di molti di coloro che vengono inviati a fare controlli, forse non sarebbe male denunziare anche le cartucce della stampante.




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    5. #14
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      Il decreto antiterrorismo "come si deve






      È un caso talmente raro, che merita di essere segnalato: ogni tanto, anche i quotidiani riescono a parlare di armi e della relativa normativa, senza dire corbellerie!



      È un caso talmente raro, che merita di essere segnalato: ogni tanto, anche i quotidiani riescono a parlare di armi e della relativa normativa, senza dire corbellerie! È il caso dell'articolo firmato da Isabella Villa sull'edizione on-line del Secolo XIX, che riassume i contenuti della conversione in legge del disgraziato decreto antiterrorismo con equilibrio, esponendo anche correttamente le incognite di tipo interpretativo che scaturiscono da norme così malfatte. Per leggerlo, CLICCA QUI.

    6. #15
      Staff Mygra - C. Redattore Rassegna stampa e Video L'avatar di Alberto 69
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      Predefinito La legge antiterrorismo è entrata in vigore

      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA

    7. #16
      Cacciatore Esperto L'avatar di axel69
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      Il 7,62x39 "sterminato" dal decreto antiterrorismo







      Addentrandosi sempre più nelle "pieghe" della conversione in legge del decreto antiterrorismo, si scoprono sempre maggiori assurdità, in modo particolare per quanto riguarda le classificazioni a suo tempo eseguite dal Banco di prova: per quanto riguarda le carabine semiautomatiche in 7,62x39, si assiste a un vero e proprio "sterminio"




      Addentrandosi sempre più nelle "pieghe" della conversione in legge del decreto antiterrorismo, si scoprono sempre maggiori assurdità, in modo particolare per quanto riguarda le classificazioni a suo tempo eseguite dal Banco di prova: per quanto riguarda le carabine semiautomatiche in 7,62x39, si assiste a un vero e proprio "sterminio".
      In altre parole, solo due modelli di carabine semiautomatiche in calibro 7,62x39 risultano classificate come B4, e sono la Ppk Ksk e l'Sks. Attenzione, però, per quanto riguarda quest'ultima: al numero di classificazione 13_00611 figura come B4 sotto la denominazione del produttore "arsenali militari russi", ma ai numeri di conformità 13_00193 e 13_00194 la stessa identica arma figura come B7 e i produttori risultano essere rispettivamente Izhevsk e Tula (cioé gli unici arsenali russi che l'hanno prodotta!). Quindi, la stessa identica arma, prodotta dagli stessi identici produttori e con le stesse identiche caratteristiche è contemporaneamente B4 e B7! L'unica deroga è per l'Sks cinese, che rientra in una nota del solo numero di classificazione 13_00611 (quindi B4). Vi pare possibile una cosa del genere?
      Se ancora non basta, si può notare che figura B7 anche la carabina Ruger Mini 30 (in foto), nata specificamente per la caccia e che non ha MAI avuto una versione automatica. B7 anche l'Izhmash Saiga, e così via. In pratica, tutte le armi in calibro 7,62x39, a parte i due esempi citati sopra, sono state "sterminate" dal novero delle armi da caccia e, non essendo state praticamente in alcun caso classificate sportive, diventano automaticamente tutte comuni. Abbiamo preso a esempio questo calibro, proprio perché risulta essere ampiamente utilizzato dai cacciatori per il cinghiale e, quindi, occorrerà prestare la massima attenzione a non utilizzarlo sul terreno di caccia perché si potrebbe essere esposti a rilievi.

    8. #17
      Cacciatore Esperto L'avatar di axel69
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      IL CAVATAPPI

      (ALL'ITALIANA)
      un sistema che non funziona
      E' ormai chiaro a tutti che il Decreto n.7 del 2015 voleva ridurre il possesso di armi (con una certa capacità di fuoco e una particolare forma) agli sportivi.
      Non andato a buon fine a febbraio il Decreto n.7 è stato ritoccato ad aprile raggiungendo lo scopo prefissato.
      A uno mattina, pochi giorni or sono, un noto politico affermava: "le armi dovrebbero essere ritirate a chi perde il lavoro e ai disoccupati !" un chiaro segnale che la politica ha oggi più paura di questi ultimi, se pur onesti, che della delinquenza mafiosa o extracomunitaria, con cui per altro molti politici corrotti e poi arrestati hanno fatto affari e da cui quindi non hanno certo da temere.
      Da dove nasce tutto questo ?
      Innanzi tutto dalla crisi sociale che ha visto schizzare coloro che vivevano agiatamente ancora più in alto nella scala sociale, lasciando al palo se non affossando il ceto medio, in parte dalla presa di posizione univoca di tutti i possessori di armi che li ha visti abbracciare la causa del benzinaio di Nanto (Vicenza) che sparò a dei rapinatori in un unico grido: "è giusto farsi giustizia da soli dove lo Stato non arriva". Il web si riempì, come in altre occasioni, di dichiarazioni in cui chi possedeva armi garantiva o assicurava che eventuali maleintenzionati introdotti nelle loro proprietà, sarebbero usciti con i "piedi in avanti".
      Già in precedenza anche alcune associazioni, tra cui quella dei "forconi" minacciavano di "buttare giù dalle loro poltrone" i politici, e non con sottintesi e nemmeno poco velatamente.
      Oggi, malumore, disoccupazione, crisi, disagio sociale e grande differenza sociale tra i ricchi (tra cui i politici) e i poveri (tra cui anche gli operai che un tempo facevano parte del ceto medio), acuisce lo scontro tra chi stà bene in tempi difficili e chi conduce una vita sull'orlo quotidiano del debito e dell'insolvenza.
      Sfortunatamente sono solo i primi ad avere le redini che guidano il sistema e sono loro a decidere se cambiare o meno le regole.
      Con gli avvenimenti del "Tribunale di Milano" gli eventi sono precipitati, il passo era già fatto con il DL n.7 e l'ulteriore modifica di questi giorni ha consentito di ridurre il possesso di tutte quelle armi che assomigliano ad armi automatiche da guerra e di rendere obbligatoria la denuncia di tutti quei caricatori di grande capienza. Un controllo in più che si sapeva impossibile con il solo Decreto di febbraio.
      Non sarà sicuramente l'ultimo passo in questo campo, aspettando il prossimo folle gesto di qualche disperato, mettiamo in pentola visite medico-psichiatriche, limitazioni al porto d'armi, blocchi alle collezioni, vita dura a chi fa tiro dinamico o ancor peggio: tiro operativo.
      Chi lo spiega ai nostri politici che ci sono sportivi tiratori più precisi del più preciso "sniper" del loro esercito ?!
      Qualcuno che possiede armi, sentitosi colpito nella propria passione ha scritto: "vogliono fermare il terrorismo riducendo le armi agli onesti"; ma in verità chi governa sa bene che queste misure non servono a fermare alcun terrorista (in questi giorni ne hanno arrestati diversi in tutta Europa, ma chissà quanti ne circolano liberamente). La norma emanata era sicuramente mirata, le dichiarazioni dei politici alle tv lo hanno chiarito, la volontà di togliere le armi a chi finisce per trovarsi in difficoltà e può fare un gesto folle ormai sono chiare. L'Italia, con un debito poco inferiore alla Grecia. E' in crisi e, in tempo di crisi la democrazia viene sospesa per garantire la vita sociale sul territorio ma è anche vero che il disagio sociale fa esplodere esponenzialmente la delinquenza e la rabbia, oltre alla sensazione di insicurezza.
      Rischiamo il "cavatappi", un sistema che si avvita su se stesso in cui più il disagio aumenta più i fatti di cronaca sono agghiaccianti; più la politica stringe le "briglie" ai Cittadini e più questi puntano a rendersi "fuorilegge", più fuorilegge più strette da parte della politica, più delinquenza più disagio..... più gente che corre a procurarsi un arma, più fatti delittuosi, più giri di vite dello Stato, più cittadini si sentiranno estranei a esso ... e così via. L'Italia deve aprirsi prima di chiudersi definitivamente e precipitare in un totale caos in cui gli armati senza alcuna licenza supereranno quelli muniti di regolare licenza e addirittura saranno più delle stesse forze armate.
      Il Sud America dovrebbe insegnarci, nella maggior parte degli Stati esiste il divieto di detenere armi eppure le armi circolano e le persone armate, le bande armate superano le forze armate regolari.
      Nell'attuale caos delle città sempre meno sotto controllo per i tagli alle Forze dell'Ordine, il controllo delle armi clandestine è pressochè impossibile, le frontiere aperte poi non aiutano questo controllo. Nel vortice del "cavatappi" procurarsi un arma sarà sempre meno difficile e circolare armati ancora meno. Le armi di categoria B7 non saranno richieste perchè saranno disponibili le sorelle automatiche originali. Oggi la Norinco produce una copia dell'AK47 che non è nulla di più che una carabina da caccia a cui hanno dato la mitica forma della più nota arma da guerra. Nella teoria del "cavatappi" l'importazione di quest'arma terminerà dato che sarà disponibile sul mercato nero l'originale Russa in tutte le sue forme e con ogni tipo di serbatoio.
      Questo va prevenuto; non vietando il proliferare di armi legalmente detenute e sotto controllo, per altro armi sportive al 90%, ma mettendo in campo tutti i mezzi per contrastare l'importazione illegale di armi, punendo senza perdono o condono chi delinque e fornendo tutti i mezzi più moderni a chi deve controllare il territorio, personale compreso.
      Ciò che sappiamo con certezza è comunque che, gli assalti ai portavalori, non sono stati fatti con armi classificate B7 (quelle che gli sportivi hanno a casa) ma con armi clandestine, acquistabili con estrema facilità, come "striscia" ha già dimostrato più volte. Chiudere gli occhi su tutto questo da un ulteriore giro al cavatappi ma su quel cavatappi ci siamo tutti, politici, delinquenti, operai, dottori, avvocati, ingegneri ..........


      Link - Informazione.it
      ROMA, 24/04/2015 - Ieri a Roma presso l'hotel Parco dei Principi il mondo oplofilo Romano si e' ritrovato per discutere le nuove sinergie e le nuove azioni da intraprendere a difesa dei diritti degli appassionati d'armi e degli operatori del settore. La riunione e' stata organizzata grazie all'impegno del Dott. Andrea Gallinari, degli avvocati Fabio Sacco e avvocato Dangeli, del Dott. Stefano Ciccardini e dal responsabile per le relazioni esterne dell'AUDA, avvocato Gianfederico Rotellini.

      Riteniamo che l'incontro di ieri sia stato particolarmente interessante anche perche', per la prima volta, si sono riuniti insieme appassionati, collezionisti, tiratori ma anche molti armieri e fabbricanti.

      L'AUDA esprime particolare soddisfazione per le prospettive di orientamento comune che sono emerse nella riunione di ieri in cui, sia gli interventi degli organizzatori che quelli dei partecipanti, hanno in nettissima maggioranza, evidenziato come solo un'azione sinergica possa tutelare gli interessi degli appassionati d'armi e degli operatori del settore che poi in gran parte sono anche essi stessi degli appassionati.

      E' inoltre risultata chiara la necessita' che il mondo oplofilo si organizzi in modo da far sentire ai politici che non ci sono ostili che a sostegno della loro azione vi e' anche una mobilitazione degli appassionati che pur non seguendo logiche di partito politico sia pero' di supporto a coloro che effettivamente si adoperano senza riserve per tutelare i nostri diritti.

      L'avvocato Gianfederico Rotellini, a nome di tutti i soci dell'AUDA e del suo Presidente, desidera ringraziare gli altri organizzatori dell'incontro e tutti gli intervenuti dandoci appuntamento per le prossime iniziative che nei prossimi giorni prenderanno immediatamente corpo a tutela dei nostri diritti.

    9. #18
      Staff Mygra - C. Redattore Rassegna stampa e Video L'avatar di Alberto 69
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      Claudio "CAP257RM" scusami se guardi bene ho eliminato io il tuo messaggio e ho scritto anche il motivo, cortesemente non postarlo più.

      Saluti Alberto
      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA

    10. #19
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      Citazione Originariamente Scritto da Alberto 69 Visualizza Messaggio
      Claudio "CAP257RM" scusami se guardi bene ho eliminato io il tuo messaggio e ho scritto anche il motivo, cortesemente non postarlo più.

      Saluti Alberto
      Non capisco il motivo dell'eliminazione del post e non riesco ha leggere la motivazione.

    11. #20
      Staff Mygra - C. Redattore Rassegna stampa e Video L'avatar di Alberto 69
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      Decreto 18 Febbraio 2015, n. 7

      Citazione Originariamente Scritto da CAP257RM Visualizza Messaggio
      Non capisco il motivo dell'eliminazione del post e non riesco ha leggere la motivazione.
      Il 3d che hai inserito è presente nella stanza "Tiro a volo - Aria Compressa - Long Range".
      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA

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